Palermo, un girone d'andata buttato: a gennaio il dovere di raddrizzare la rotta
Mancano appena tre giornate alla fine del girone d’andata di Serie B, e il numero dei punti raccolti dal Palermo è ben al di sotto delle aspettative, 21. Anche se dovesse vincere le restanti tre gare che rimangono (Catanzaro e Bari in casa, intervallate dalla trasferta di Reggio contro il Sassuolo), la squadra di Dionisi avrebbe raccolto meno punti del Palermo della passata stagione, che chiuse al giro di boa a quota 32.
Un gap così marcato non si può spiegare soltanto col cambio di guida tecnica, anzi. L’anno scorso si attribuiva a mister Corini il “potere” di comprimere le potenzialità della rosa; Dionisi non sarà esente da colpe, ma è palese che al tecnico ex Sassuolo sia stata consegnata una squadra monca e inadatta a esprimere il suo gioco. La cosa grave è che molte delle lacune palesatesi erano già chiare in estate.
La più grande riguarda le corsie basse: si parla molto del 4-3-3 e adesso anche questo modulo sembra diventato “il” problema. Nessuna squadra può interpretare bene alcun modulo senza due terzini di ruolo e di livello. I rosa a destra hanno Diakitè, che di sicuro ha mostrato spesso dei limiti, e Pierozzi, quasi mai a disposizione (appena sette presenze in campionato con 416 minuti all'attivo). A sinistra c’è il solo Lund che sta dimostrando di essere più un quinto che un terzino, e Ceccaroni che è adattato.
Oltre a questo, nonostante il Palermo abbia la terza difesa meno battuta del campionato, troppo spesso si è assistito a clamorosi svarioni. È successo già tante volte che i rosa si siano di fatto segnati da soli: urge un altro centrale di livello che possa intercambiarsi con Baniya e Nikolaou, a maggior ragione dopo la fine della storia Lucioni.
Il capitolo più importante, poi, è quello che riguarda l’attacco: né chi è arrivato né chi è rimasto sta riuscendo a dare il contributo sperato. Henry e Le Douaron assomigliano sempre di più a un flop, specialmente il secondo (l’ex Hellas non ha mai avuto numeri così importanti in termini di realizzazione). Il calciatore arrivato dalla Bretagna per fare l’esterno destro è stato catapultato punta con risultati nulli: zero gol e zero assist.
Infine, il capitano, rimasto controvoglia e dal difficile recupero: di fatto il Palermo non ha un terminale offensivo credibile ad oggi, e questo spiega non tutto ma molto del dato che inchioda i rosanero come il quartultimo attacco di Serie B, pur avendo una delle migliori produzioni offensive in termini di occasioni create. Paradossale.
Il giro di boa è vicino, le prime 16 partite suonano come mezzo campionato gettato alle ortiche, al terzo anno di B che in teoria sarebbe dovuto essere (?) quello del salto. Indipendentemente da quale posizione ricoprirà il Palermo al primo gennaio, c’è il dovere di dotare la squadra di ciò che le manca: due terzini, un centrale affidabile, e almeno un goleador. Il minimo, per mettere mister Dionisi o chiunque altro in condizione di raddrizzare la rotta.