Palermo, da Corini a SuperPippo, passando per Dionisi: ad oggi quello del Genio il più concreto
Archiviata la dodicesima giornata di Serie B, nel capoluogo siciliano si continua a masticare amaro. Sì, perché il Palermo ha nuovamente sfoggiato una prestazione non all'altezza delle aspettative. Contro la Juve Stabia un ko che sa di confusione, assenza di lucidità, approssimazione. Al Menti di Castellammare uno scivolone quasi catastrofico, se consideriamo che si tratta del terzo ko nelle ultime 4 giornate (Catanzaro, Monza e Juve Stabia) dopo il roboante successo interno contro il Pescara, mero specchietto per le allodole.
L'effimero bottino di soli 4 punti raccolti negli ultimi 5 turni del torneo cadetto non lascia certamente spazio a serenità e fiducia. Grinta e determinazione, che fino alla settima giornata erano la carta d'identità della formazione guidata da Inzaghi, adesso sembrano essersi polverizzate nell'aria.
È chiaro che questo terzo disastro a distanza così ravvicinata dai precedenti, richiama alla mente le delusioni raccolte nel corso delle annate passate. Nel confronto delle ultime stagioni, se ci si dovesse soffermare alle sole prime 12 giornate, un dato nettamente inconfutabile balza all'occhio: il secondo Palermo di Corini (quello della stagione 2023-2024) appare (ad oggi) il più concreto e più vicino all'obiettivo Serie A.
Nel confronto tra le ultime tre stagioni di Serie B, infatti, i rosanero guidati dal “Genio” erano terzi a quota 23 punti, a -6 dal Parma capolista e con il Venezia secondo a un punto di distanza. Quello fu un Palermo che, nonostante le criticità di costruzione della rosa, ha regalato fino ai primi 45’ di Cremona (era fine febbraio 2024) il secondo posto in campionato, scivolando poi nel secondo tempo e, via via, nel finale di regular season Al 6° posto, con i playoff poi giocati sotto la guida di Mignani, stoppato da un Venezia straripante (quello con Pohjanpalo goleador) che ha poi conquistato la A.
Decisamente in calo la squadra guidata da Dionisi, che a parità di giornate aveva racimolato solamente 16 punti, con lo stesso numero di risultati suddivisi tra vittorie, pareggi e sconfitte (4V, 4N, 4P).
Con Inzaghi si sta in mezzo ai due predecessori, con 19 punti, frutto di 5 successi, 4 pareggi e 3 sconfitte. Serve uno scossone netto, un cambio di rotta chiaro e deciso che parta dalla mente di tutti i singoli componenti del roster rosanero. Le attuali individualità sono nettamente superiori a quell'ultimo Palermo di Corini che andò più vicino al sogno promozione, senza considerare quello guidato dall'ex Sassuolo, fin troppo invischiato nel vortice della negatività per molteplici aspetti che vanno anche extra campo.
SuperPippo deve trovare la chiave per rialzare la china, toccare le corde giuste nella testa di tutti i suoi uomini, per percorrere la via verso un cammino che porti ai risultati sperati. Se il secondo Palermo di Corini ha sognato concretamente la promozione diretta in A fino al mese di febbraio, questa squadra a disposizione di Inzaghi dovrà nettamente fare meglio, per investimenti fatti ed aspettative della piazza, che crede ancora fermamente nel suo condottiero posto alla guida della squadra rosanero.