Più di una data: il 29 maggio rosanero è un sigillo

Metti un giorno un bambino nato all’inizio degli anni ‘90 a Palermo...

Più di una data: il 29 maggio rosanero è un sigillo

 

Metti un giorno un bambino nato all’inizio degli anni ‘90 a Palermo ma da genitori non palermitani e, dunque, privi di una fede rosanero da trasmettere.

 

Un ragazzino che scopre presto di avere una passione per il calcio ed al calcio si avvicina tramite le trasmissioni della domenica pomeriggio, quelle che dopo le partite delle 15 regalavano la possibilità di apprezzare lo spettacolo offerto sui campi della Serie A: alle 18 90° minuto, il corrispettivo laico dell’appuntamento cattolico mattutino. 
Effettivamente un rito, una liturgia consacrata alle gesta dei fuoriclasse che nella massima serie italiana di quegli anni certo non mancavano, come una messa praticata con attenzione devota ai “Santi” Ronaldo, Batistuta, Totti, Baggio (la lista è lunga).

 

Ecco, non è difficile spiegarsi il perché un terzo dei supporter italiani faccia il tifo per appena tre squadre, per la serie “tu scegli il colore, le strisce nere te le diamo noi”.
Così, ad oggi, Juventus, Inter e Milan raggiungono in blocco i 16,4 milioni di tifosi in Italia (è quanto emerge dalla ricerca ‘Sport Fans’, realizzata da StageUp e Ipsos).

 

Quel bambino palermitano nato all’inizio degli anni 90’, senza una “tradizione rosanero” in famiglia, è in fondo destinato a fare parte di quella strabordante maggioranza che si è innamorata di Maldini, o di Del Piero, o di Zanetti e su quel colpo di fulmine ha costruito una fede. Non ci sono colpe, ci sono esempi.

 

Allora il 29 maggio rosanero smette di essere un giorno come un altro e diventa il sigillo finale ad una fase storica nella quale a Palermo si respirava una insolita aria di felicità, di entusiasmo e di fibrillazione; anche chi fino a qualche mese prima non se ne interessava sembrava trasportato dal clima di festa per il ritorno in Serie A dopo una vita spesso tormentata e lunga 32 anni. Era il 2004, le nuove leve palermitane scoprivano così di avere una grande squadra nella propria città e già tanto è bastato perché tanti “predestinati strisciati” si avvicinassero alla squadra del Palermo: la frotta di bambini con le maglie dei “Santi” Luca Toni ed Eugenio Corini ne sono fotografica testimonianza.

 

E se la coincidenza - o il destino - ha voluto che in un altro 29 maggio, quello del 2011, i colori rosanero toccassero quei vertici che raramente sono stati raggiunti a Palermo, allora qualcosa di mistico c’è ed è influente su quella che è e soprattutto sarà la cultura calcistica di questa città. 
Sono spesso i risultati, i trionfi e i livelli raggiunti a generare un tifoso innamorato. Non è giusto, non è romantico, ma è un fatto e quel bambino ha iniziato a maturare una fede rosanero perché gli eventi lo hanno spinto in quella direzione.

 

Oggi le cose sono diverse e le direzioni opposte, è un Palermo che poco ha che fare con quel passato e oggi genera ogni sentimento, tranne l’entusiasmo, ma non si è spenta la speranza, se non la convinzione, che “un altro 29 maggio” ci sarà e nuovi piccoli tifosi rosanero cresceranno. Per la serie “scegli il rosa, un po’ di nero te lo diamo noi”.