Palermo, parla Osti: «Problema mentale, stiamo lavorando per uscirne»
In una lunga intervista rilasciata al Giornale di Sicilia, il direttore sportivo rosanero Carlo Osti ha toccato moltissimi punti, cercando di mettere a fuoco il momento poco felice del Palermo. Ecco le sue parole:
«Dobbiamo capire bene quali possano essere i fattori di questa regressione, ma è sempre molto difficile. Sicuramente ci sono una serie di motivi, io propendo per la questione mentale, non tecnica. A volte basta poco per far scattare una reazione, per ricaricare le batterie, e per giungere a risultati diversi».
Dove cercare nuova linfa:
«Sono arrivati a Palermo dei giocatori che hanno avuto una grande esperienza nella loro carriera. Mi auguro che questi ultimi riescano a portare la squadra ad un livello più alto, a far sì che non ci siano altri cali di tensione. Abbiamo visto in questi primi mesi di campionato come è stata costruita, la squadra deve essere ambiziosa e raggiungere l’obiettivo».
Qualcuno potrebbe sentirsi "arrivato"?
«È una domanda che abbiamo cercato di farci. La squadra ha giocato come un gruppo, e in queste ultime settimane, questa unità e lo hanno riconosciuto tutti: i risultati negativi non hanno minato l’armonia interna, c’è solo voglia di vincere, la fortuna di far parte di questo progetto. E questo è l’obiettivo che si pone anche l’allenatore, i calciatori, e lo staff tecnico.
Qualcuno ha perso fame e umiltà?
«Forse sì. Penso che la squadra stia vivendo un momento di appagamento, non una fase di crisi. È difficile mantenere sempre alta la concentrazione».
Analizzare i numeri
«I numeri sono importanti, ma l’obiettivo è ancora possibile. Dobbiamo ritrovare la fame e l’umiltà. Non mi piace che si parli di crisi, io preferisco pensare che sia un momento di rallentamento, di frenata. La squadra deve tornare a credere in sé stessa, come faceva all’inizio».
Contatto coi tifosi
«Sì. Penso che sia utile, che faccia bene. I tifosi sono il dodicesimo uomo in campo, e la loro passione può spronare il gruppo a dare il massimo».
La squadra è unita
«Sì, è un gruppo unito. Ci sono delle differenze, anche di età, tra i giocatori. Abbiamo un mix di esperienza e gioventù. Ci sono dei giovani talentuosi che possono far bene, e dei giocatori esperti che possono guidare la squadra».
Come se ne esce:
«Non c’è una ricetta magica. Dobbiamo lavorare sodo, con la testa. Dobbiamo ritrovare la concentrazione e l’attenzione ai dettagli. Se i giocatori si impegnano, i risultati arriveranno».
Palermo è pronto per il salto di qualità?
«Sì, penso che la società sia solida, che stia costruendo un progetto importante. La squadra ha il potenziale per crescere, per raggiungere l’obiettivo.
Cosa aspettarsi a gennaio
«Il mercato di gennaio è sempre difficile. Non vogliamo stravolgere la squadra, ma faremo delle valutazioni. Se ci sarà l’opportunità di prendere qualche giocatore che possa migliorare il gruppo, lo faremo».
Cosa manca al Palermo
«Manca la continuità. Dobbiamo essere più regolari, non avere cali di tensione. Dobbiamo credere di più in noi stessi».
Un messaggio ai tifosi
«Vogliamo che ci stiano vicini, che ci supportino. Vogliamo regalare loro delle gioie. L’obiettivo è ancora possibile, ma abbiamo bisogno di tutti».
Redazione