Palermo, ora il vantaggio non scappa più
Il Palermo di Pippo Inzaghi procede a passo spedito nel proprio percorso di maturazione, e, dopo settimane di smarrimento, la squadra sembra stia facendo fruttare quegli input perentori ricevuti dal proprio allenatore. L'1-3 di Empoli, ottenuto con pragmatismo e tenacia, corrobora i promettenti auspici emersi nel recente periodo, e offre segnali che legittimano la candidatura dei rosa ai vertici della Serie B.
I risultati positivi non possono prescindere da una continuità anche interna alla partita, frutto della combinazione tra un certo valore tecnico-tattico e quello spessore mentale utile per interpretare i diversi momenti della gara. Era stato proprio questo un marcato deficit del Palermo nelle passate stagioni, deludenti anche a causa di una tenuta caratteriale palesemente fragile. Diverse operazioni di mercato targate Carlo Osti sono state precisamente orientate per correggere questa pecca, e le dichiarazioni post-partita del vice di Inzaghi, Maurizio D'Angelo, sono eloquenti circa il grado di responsabilizzazione raggiunto da Pohjanpalo, Bani, Augello e affini.
In quest'ottica, un evidente pregio di questo Palermo lo si può individuare nel miglioramento nella gestione dei vantaggi. Quel persistente vizio di vanificare condizioni favorevoli con parentesi di totale disconnessione sta trovando chiaramente rimedio, e le statistiche avvalorano le impressioni: nelle 8 occasioni in cui i rosa hanno sbloccato il risultato sono riusciti a ottenere 22 punti sui 24 disponibili, rischiando raramente e mostrando una spigliatezza in passato assente.
Il successo di Empoli rappresenta un ulteriore progresso, e fotografa un gruppo più lucido, smaliziato, abile a resistere e punire nei momenti propizi. Due fiammate rapide e letali nel primo tempo, a tratti un disinvolto predominio territoriale, poi l'avvio di ripresa tormentato: la preventivabile sfuriata azzurra ha costretto il Palermo ad abbassarsi e compattarsi per un quarto d'ora di apprensione, che però la squadra ha assorbito senza capitolare. E se è vero che le individualità hanno determinato parte della vittoria, l'applicazione collettiva ha permesso di trasformare in tre punti un vantaggio difeso con nerbo.
Le conferme attese sono arrivate, in un contesto impegnativo utile a misurare l'adeguatezza di una squadra a certe ambizioni. Guai però a convincersi che questo sia un traguardo, perché si tratta solo di una delle innumerevoli tappe che attendono il Palermo nel proprio ideale cammino verso la meta sperata. E quando capiterà di dover inseguire e raddrizzare uno svantaggio, allora si dovrà affrontare un nuovo necessario esame di crescita.
Andrea Bosco