Tutta colpa di Freud. Intanto nasce il futuro

Tutta colpa di Freud. Intanto nasce il futuro

Finito il circuito dei recuperi, non nel migliore dei modi, in casa Palermo è tempo di pensare alla trasferta in quel di Foggia. La mesta prestazione contro la Viterbese lascia però in eredità alcune considerazioni. La prima riguarda l'aspetto tattico: quel 4-2-3-1 che Roberto Boscaglia ha ricamato costantemente sulla tela della squadra. Ma può una recita non all'altezza e di conseguenza un risultato povero come quello di mercoledì avere soltanto questa motivazione? Sarebbe miope e anche comodo limitare il tutto ad una mera disquisizione tattica.

 

Ciò detto, il centrocampo a tre - sulla scorta anche dei numerosi centrocampisti di qualità presenti in rosa - sembrerebbe essere l'ideale. Sì, condizionale d'obbligo, visto che le tre vittorie consecutive e i cinque risultati utili di fila, lo ricordiamo, sono arrivati proprio con l'attuale vestito tattico. In tal senso l'intento del tecnico rosanero sembra protrarsi verso tale direzione, ma ciò non toglie che in futuro si possa assistere anche a qualcosa di diverso: vedi il 4-3-3 tanto decantato dai tifosi. 

Posto come assunto del nostro ragionamento il modulo, ora chiediamoci: Tu, Palermo, che miri ai piani aulici della classifica puoi permetterti di non vincere in casa contro la penultima della classe? Come dite, Boscaglia ha sbagliato i cambi? Quindi Tu, Palermo, vai in vantaggio e ti fai riprendere dalla Viterbese (con tutto il rispetto per gli amici laziali) per colpa dei cambi? Mentre i tre gol subiti dall'attacco meno prolifico di tutta, dico tutta, la Lega Pro? E, ancora, le prove borderline? Si è passati dal Monopoli alla ViterbeseE allora, se ci si ferma a mente fredda - poiché il sentimento altera il ragionamento - ci si rende conto che c'è qualcosa di più profondo. Quindi, colpa del modulo o di poca maturità? Tutta colpa di Freud parafrasando un film quanto mai attuale.

 

In realtà, la partita contro la Viterbese ci racconta di un Palermo ancora poco maturo, ancora lontano da quella sicurezza e certezza insita in una "grande". Così è, senza drammi o delusione ma con la consapevolezza che prestazioni siffatte sono e devono essere fisiologiche in un cammino di crescita per una squadra giovane, in un torneo terribilmente urfido e con una società altrettanto neonata. Intanto, concludiamo con il sorriso, il centro sportivo c'è e inizia a prendere sempre più concretamente forma. Sì, il presente ha la sua importanza sono d'accordo, ma non trascuriamo cosa possa significare avere una casa propria. C'è una visione: è nato il futuro, sia dunque lode. 


 

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