Via le barriere del Barbera, Mirri: «Una battaglia culturale»
Da una foto simbolica all'azione concreta. Il messaggio, lanciato di recente dai canali social del Palermo, in merito alla volontà di rimuovere le barriere in vetro dello stadio "Renzo Barbera" non è rimasta uma voce nel deserto ma è diventato un modo per avviare le procedure per renderlo realtà.
«Per seminare appartenenza e costruire insieme un futuro migliore per il calcio a Palermo abbatteremo con il benestare di Comune e autorità competenti quelle barriere che materialmente e simbolicamente separano i bambini dai giocatori e il tifo più sano della nostra città dalla nostra squadra» si legge in un passaggio del messaggio pubblicato nei canali social del Palermo e nei giorni scorsi, come riporta Repubblica Palermo, si sarebbe già svolto un tavolo tecnico con il sindaco Orlando e con i rappresentanti del Gos (Gruppo Operativo di Sicurezza) per avviare le trattative. Le criticità sorte durante l'incontro sono relative al fatto che essendo lo stadio di proprietà del Comune deve essere esso stesso ad approvare ed eseguire eventuali modifiche strutturali all'impianto, discorso che non si porrebbe nel caso in cui la SSD Palermo ottenesse il diritto di superficie dell'impianto. Inoltre, prima di poter procedere alla rimozione delle barriere, occorrerebbe applicare altre modifiche relative al rafforzamento della videosorveglianza dello stadio.
Il presidente del Palermo Dario Mirri, intervistato sempre dall'edizione locale de "La Repubblica", ha parlato proprio dell'argomento relativo alle barriere del "Renzo Barbera":
«Il Palermo in questa fase non può che essere il promotore dell’iniziativa visto che non è in alcun modo proprietario dello stadio. Se il comune levasse le barriere noi avremmo già una bella responsabilità visto che le multe comminate dal giudice sportivo per eventuali intemperanze le pagheremmo noi. La vedo come una missione la rimozione delle barriere gioverebbe alla città, ai tifosi e anche alla squadra. Sarebbe un passo avanti per la cultura sportiva dei tifosi e della gente in generale. Il comune è sembrato disponibile ad affiancarci in questa battaglia culturale che vogliamo intestarci. Speriamo che dalle parole si possa passare ai fatti. Vogliamo essere promotori di una forte sensibilizzazione verso una nuova cultura sportiva e un nuovo modo di vedere le partite. Il massimo sarebbe farlo entro questa stagione».
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