Avellino-Palermo e la strage di Capaci: il ricordo di Mirri
Il 23 maggio del 1992 era un sabato, giornata di sport e di calcio soprattutto per il Palermo che vagava nei bassifondi della classifica di serie B con lo spettro della retrocessione. Quel giorno i rosa avrebbero giocato al Partenio contro l'Avellino in un vero e proprio scontro salvezza e fra i tifosi presenti sugli spalti c'era anche Dario Mirri. Ma durante il viaggio verso la Campania arriva la notizia della strage di Capaci dove persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la scorta che li accompagnava.
L'attuale presidente del Palermo, intervistato da Overtimefestival.it, ha raccontato di quella terribile giornata e di Avellino-Palermo, finita 2-1 in rimonta per i padroni di casa e con i rosa che furono poi condannati alla serie C1.
«Avevo 22 anni e con altri amici tifosi ci stavamo imbarcando al porto in direzione Napoli. La notizia della strage ci arrivò in quel momento in maniera confusa. Allora non c’era internet e nessuno aveva il cellulare. In nave si seppe davvero poco dell’accaduto. Noi tifosi ci trovammo per ore in un ambiente ovattato. Se avessimo saputo per tempo e in maniera completa, non saremmo neanche partiti. Corremmo subito in edicola a cercare un giornale e poi chiamammo a casa con un telefono a gettoni. Fu una notizia assurda da quanto era allucinante».
LA PARTITA
«Furono novanta minuti stranissimi, l’Avellino era contestatissimo dai propri tifosi, che parteggiavano per noi. Poi non si capisce cosa successe nell’intervallo. Dagli spogliatoi rientrarono in campo due formazioni che non sembravano più le stesse».
IL RITORNO
«Ripartimmo da Napoli la domenica sera, arrivammo a Palermo lunedì mattina. Il calcio era ovviamente passato in secondo piano. Ritrovammo una città sconvolta, impreparata ad una ferocia del genere. Ricordo però negli occhi di tutti un sentimento misto di rabbia e di coraggio. Palermo rinacque con orgoglio proprio unendosi contro la violenza e la mafia. Io purtroppo non ho mai avuto l’occasione di conoscere personalmente Giovanni Falcone, eroe eterno di Palermo».
Redazione