Mazzotta: «Che squadra il Palermo di Pastore, Cavani e Miccoli!»

Mazzotta: «Che squadra il Palermo di Pastore, Cavani e Miccoli!»

Dopo dieci anni di peregrinaggio in giro per l'Italia finalmente Antonio Mazzotta ha coronato il proprio sogno di ritornare a Palermo. Dallo scudetto Primavera vinto con Pergolizzi in panchina alle tante esperienze in serie B che lo rendono il giocatore in rosa che meglio conosce la categoria. Intervistato dal Giornale di Sicilia, il terzino palermitano ha parlato delle sue esperienze, degli obiettivi con i rosa e della sua vita privata:

 

L'INIZIO CARRIERA

«Ho iniziato da attaccante alla Fortitudo Golden Boys e segnavo anche abbastanza, tanto da passare al Kamarat in Eccellenza. Da lì mi acquistò il Palermo e in Primavera Galfano mi mise terzino alla prima amichevole col Trapani. Gli dissi che ho sempre giocato avanti e fu lapidario: Qui fai il terzino o torni in Eccellenza. Da lì iniziò tutto, poi Pergolizzi mi ha fatto crescere tantissimo».

 

LO SCUDETTO

«Una gioia inspiegabile. Avevamo un grandissimo gruppo, stracolmo di palermitani. Tutti fratelli, quella è stata l'arma in più. Però mi manca la maglia con lo scudetto sul petto, mi sarebbe piaciuta indossarla, ma in quell'anno passai in prima squadra».

 

LA PRIMA SQUADRA

«Mamma mia. Era un sogno stare lì in mezzo a gente come Pastore, Cavani e Miccoli. Una squadra fortissima. Con Fabrizio mi sento tuttora, la sua umiltà in campo e fuori mi ha colpito. Davvero una persona esemplare. Ho ancora la sua maglia e mi ha fatto i complimenti appena ha saputo del mio ritorno, immagino sia felice».

 

FAMIGLIA

«Mia moglie il tassello di un puzzle, lei ne ha un altro. Siamo sposati da quattro anni e abbiamo due figli, Ethan e Cristian. Hanno conosciuto benissimo Palermo, anzi, il grande è stato profetico sul mio trasferimento. Stavo valutando ancora sul mio futuro, mi cercavano tre squadre, e mentre eravamo in auto si mise in mezzo chiedendomi perché non Palermo».

 

IL RITORNO

«Perché non sono più tornato? Eh, vai a saperlo. A gennaio c'era stata qualcosa, ma non se ne fece più nulla e ci rimasi male. Anche per questo ho voluto aspettare con calma quest'estate, per non farmi film in testa. Invece è andata per il meglio e siamo tutti felici. Mio padre non mi voleva nemmeno credere, quando glielo annunciai era convinto che stessi scherzando».

 

LA CHIAMATA DI FOSCHI

«Nemmeno so quanto sia durata, il mio procuratore mi chiese addirittura se avessi interesse a sapere quanto mi davano di stipendio. Non ci ho nemmeno pensato, gli dissi che ne avremmo parlato dopo».

 

TUTTI TIFOSI

«Tutti, nessuno escluso. La prima volta che mio padre mi portò allo stadio fu per un derby col Catania: 5-1 con doppietta di La Grotteria, un'emozione enorme».

 

CATANIA

«Quei sei mesi sono stati normalissimi, da professionista quale sono. Ma per me è stata l'opportunità di riavvicinarmi a casa, ero fuori dalla Sicilia da tanto tempo».

 

ESPERIENZA

«L'esperienza si sente e so bene che la Serie B è un campionato difficilissimo. Si può vincere o perdere contro chiunque, lo avete visto l'anno scorso. Anch'io ho perso un campionato, apparentemente vinto, col Frosinone, al 96' della penultima giornata. La botta è stata tale da uscire subito dai play-off. Ora trovo un gruppo che ha perso una finale e sicuramente c'è qualche scoria, ma daranno tutti il massimo».

 

RIFERIMENTO

«Sono orgoglioso di esserlo, torno nella mia città e voglio esserlo. Poi sugli altri palermitani, per quanto li conosca da poco, posso solo dire che sono veramente delle belle persone: umili, concentrati sul campo e pronti a dare il cento per cento. Sono loro ad essere degli esempi per tutti».

 

GALLO

«Con chi ero in stanza al ritiro? Con Gallo. Un po' quello che ero io dieci anni fa, ma può avere una carriera migliore. Ha delle doti importanti, deve fare il salto sul piano mentale, per il resto ha tutte le qualità per diventare un grande giocatore. Parliamo spesso ed è uno che ascolta i consigli».

 

OBIETTIVO SERIE A

«Assolutamente si. Si punta alla A, perché Palermo è una piazza di Serie A. Daremo tutto per farcela».

 

RITORNO AL BARBERA

«L'emozione sarà speciale, ma già lo era quando tornavo da avversario. Non devo pensarci, però. Non posso permettermi di arrivare mentalmente scarico a questa partita».