Palermo, Le Douaron: siamo giunti a un bivio

Palermo, Le Douaron: siamo giunti a un bivio

Un investimento sostanzioso, ripagato in minima parte e che forse non sarà più possibile tutelare. Nelle sue due stagioni in rosanero, Jeremy Le Douaron ha frequentemente diviso l'opinione pubblica, tra chi lo ha totalmente stroncato già al termine della prima annata e chi invece continua a ritenerlo un elemento utile da impiegare come rincalzo di lusso. Come spesso accade, la verità potrebbe trovarsi in un'area intermedia, perché se è vero che Inzaghi ha saputo valorizzarne i pregi, rendendolo un calciatore funzionale e meno spaesato, non si può negare che il bilancio del suo rendimento con il Palermo sia stato insoddisfacente nel complesso. Un calciatore generoso, dai colpi improvvisi, capace anche di esaltarsi in determinate circostanze, ma accompagnato da una discontinuità e complessità tattica tali da rendere arduo il suo inserimento organico nei meccanismi offensivi. 

Questo perché le sue attitudini in campo, unite alle caratteristiche fisiche, hanno creato spesso un equivoco tattico che mister Dionisi non ha saputo sciogliere, e che Inzaghi ha saputo districare solo in parte: non abbastanza guizzante per incidere sulla fascia, poco killer instinct per dominare l'area di rigore, e perciò l'ottimo contributo sul piano atletico e strategico è stato più volte offuscato dal numero limitato di giocate determinanti. E con il tanto discusso cambio definitivo di schieramento e approccio alla fase d'attacco, queste difficoltà di collocazione negli schemi di squadra potrebbero subire un ulteriore incremento.

Sebbene Le Douaron, con un'adeguata gestione, abbia dimostrato di potersi ritagliare un discreto ruolo come jolly offensivo, la sua posizione nel piano tecnico che Inzaghi dovrebbe mettere a punto potrebbe farsi ancor meno lineare rispetto alla stagione precedente. In un sistema immaginato per far risaltare esterni scattanti e abili nell'uno contro uno, che possano creare rapidamente spazi e superiorità numerica, il francese sarebbe fortemente penalizzato, e il rischio di perdere terreno nella rotazione dei tre dietro la punta è concreto. La sua candidatura più logica diventa allora quella di alternativa a Pohjanpalo, con il compito di garantire profondità, lavoro senza palla e soluzioni diverse in determinati momenti della partita, senza tuttavia offrire le dovute garanzie da finalizzatore.

Il tema in questione, dunque, si fonda più su principi di adattabilità che sul valore assoluto del giocatore. Le Douaron possiede doti potenzialmente preziose in determinate situazioni, ma in caso di permanenza dovrà mettersi in gioco per rinnovare quel ruolo da risorsa duttile, che può rispondere ad alcune esigenze di gioco, in cui la fisicità e la saggia occupazione degli spazi potranno prevalere sull'estro e l'imprevedibilità. Se non dovessero presentarsi opportunità valide per una legittima separazione, tanto vale sfruttare quelle qualità che Inzaghi ha saputo scorgere e ottimizzare.