Pochi giorni e si torna in campo, per il tratto finale di una corsa alla Serie A che non ammetterà più passi falsi. Il Palermo è atteso da 6 appuntamenti insidiosi, nei quali sarà chiamati ad affrontare alcuni dei limiti più significativi della propria stagione, come le mancate vittorie contro le squadre di vertice o un rendimento in trasferta in ascesa, ma non ancora degno della promozione diretta. Le principali testate offrono disamine e valutazioni riguardanti proprio la ripresa del campionato e gli impegni che il Palermo sarà chiamato ad affrontare per tentare l'assalto al secondo posto.
Diamo insieme un'occhiata ai contenuti più significativi pubblicati dai quotidiani in edicola oggi.
GDS - «PALERMO, POHJANPALO ALL'ESAME DELLE GRANDI»
Joel Pohjanpalo si conferma l’arma principale del Palermo in vista del decisivo finale di stagione. L’attaccante finlandese rientrerà in città dopo gli impegni con la Nazionale, dove è stato utilizzato in entrambe le gare delle Fifa Series dalla Finlandia, trovando anche un gol contro la Nuova Zelanda. Capocannoniere virtuale della Serie B con 21 reti, punta ad aumentare il bottino e trascinare i rosanero verso la promozione, anche se resta un tabù da sfatare: non ha ancora segnato contro le squadre della parte alta della classifica, che il Palermo affronterà in quattro delle ultime sei giornate.
Nonostante un leggero rallentamento nelle ultime partite, Pohjanpalo resta un riferimento imprescindibile per la squadra di PIppo Inzaghi, grazie a una straordinaria continuità: sempre titolare in campionato, con oltre 2800 minuti giocati e una media realizzativa di un gol ogni 139 minuti, la migliore tra i bomber rosanero con almeno 20 reti. La sua importanza va oltre i numeri, perché è in grado di incidere anche con poche occasioni. Con 30 gol in 48 presenze è già tra i migliori marcatori della storia del club e nelle prossime gare, dopo la gestione forzata vista a Padova per l’inferiorità numerica, tornerà al centro del progetto offensivo: ogni sua rete potrebbe pesare doppio nella corsa alla Serie A.
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CORRIERE DELLO SPORT - «PALERMO, GOL LETALI»
Il Palermo sta costruendo gran parte delle proprie fortune offensive sulle situazioni da fermo: ben 21 dei 52 gol stagionali (circa il 40%) arrivano da sviluppi di palla inattiva. Anche la vittoria contro il Padova ne è un esempio, con un’azione nata da corner e risolta da Mattia Bani. Il lavoro di Filippo Inzaghi e del suo staff su questo fondamentale è meticoloso e continuo, in linea con un calcio moderno sempre più tattico, dove gli episodi su palla inattiva diventano spesso decisivi. Tra rigori (sei, tutti trasformati), corner e rimesse laterali, i rosanero hanno trovato soluzioni efficaci grazie a schemi preparati e variabili, che coinvolgono giocatori come Pohjanpalo, Segre, Ranocchia e Palumbo.
Le palle inattive rappresentano quindi una vera arma strategica: il Palermo ha spesso sbloccato o rimesso in piedi le partite grazie a queste situazioni, come accaduto contro squadre come Virtus Entella, Südtirol e Spezia. Schemi studiati, movimenti coordinati e qualità nei battitori permettono di sfruttare al meglio fisicità e gioco aereo, elementi chiave della squadra. L’unico limite resta l’assenza di gol su punizione diretta, a fronte però di una straordinaria efficacia complessiva: ogni volta che i rosanero hanno segnato da calcio da fermo, infatti, non hanno mai perso.
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CORRIERE DELLO SPORT - «TUTINO CARICO: DANZA DA EX AL BARBERA»
Gennaro Tutino ha costruito nel tempo una certa fama come “ex di turno”: sono già 11 i gol segnati contro le sue vecchie squadre, e l’unico centro stagionale con l’Avellino è arrivato proprio contro la Sampdoria, club che lo aveva ceduto in prestito. Anche contro il Palermo ha già colpito due volte in passato, dopo una parentesi in rosanero poco incisiva (3 gol in 18 presenze).
La stagione di Tutino, però, è stata fin qui deludente: tra problemi fisici e scarso impiego ha totalizzato 21 presenze (solo una completa), 1 gol, 1 assist e un’espulsione, numeri insufficienti per convincere l’Avellino a riscattarlo (servivano 500mila euro). Tornato in Irpinia a dieci anni dalla sua prima esperienza, anche quella poco fortunata, l’attaccante ha ora sei partite per rilanciarsi. Curioso il suo passato: da giovane coltivava la passione per la danza classica, arrivando a esibirsi al Teatro di San Carlo e sognando Amici di Maria De Filippi, prima di scegliere definitivamente il calcio. Ora, tra campo e riscatto personale, punta a “far ballare” i tifosi biancoverdi nel finale di stagione.
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LA REPUBBLICA - «NUOVO STADIO E SERIE A. MIRRI LANCIA LA VOLATA: "NON FERMIAMOCI ADESSO"»
Il presidente del Palermo, Dario Mirri, ha suonato la carica in vista del decisivo finale di stagione: sei partite, 540 minuti che separano i rosanero dal primo verdetto e dal possibile ritorno in Serie A. L’occasione è stata la 65ª edizione dei Premi Ussi ai Cantieri culturali della Zisa, dove Mirri, premiato per il lavoro svolto dalla rifondazione del club, ha lanciato un messaggio chiaro all’ambiente: serve concentrazione, senza distrazioni né pensieri alternativi. In un momento in cui la classifica resta corta e la pressione cresce, il presidente ha ribadito l’importanza dell’aspetto mentale tanto quanto di quello tattico, sottolineando come il Palermo debba affrontare ogni gara con ambizione e senza timori, evitando di rifugiarsi in eventuali piani B.
La squadra arriva da una vittoria sofferta contro il Calcio Padova e si trova a quattro punti dalla promozione diretta, con un calendario impegnativo che comprende trasferte cruciali contro Frosinone, Reggiana e soprattutto Venezia. In casa, invece, sarà fondamentale il sostegno del pubblico del Barbera per trasformare ogni partita in un fattore decisivo. Mirri ha inoltre accennato al progetto stadio, legato anche alle decisioni della UEFA, con l’obiettivo di inserire Palermo tra le città candidate e avviare i lavori entro il primo trimestre del 2027. Ora, però, tutto passa dal campo: la corsa è lanciata e il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.
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