GDS - Vecchio Palermo, Giammarva e l'inganno alla Covisoc
«L’imputato Giovanni Giammarva era consapevole della falsa rappresentazione patrimoniale della Us Città di Palermo e nella veste di presidente del Palermo Calcio ha contribuito alla commissione del reato»: queste sono le motivazioni alla base della condanna di 8 mesi e 10 giorni all'ex presidente dell'US Città di Palermo Giovanni Giammarva, accusato di aver alterato il corretto svolgimento della proceduta pre-fallimentare della società rosanero.
Come si legge nel Giornale di Sicilia in una ventina di pagine il giudice Michele Guarnotta ha illustrato le motivazioni alla base della condanna all'ex numero uno dei rosa e all'assoluzione dei due sindaci Andrea Favatella e Michele Vendrame. Secondo i pm Giammarva, presidente del Palermo nel periodo fra il 2017 e il 2018, non poteva non capire i presunti trucchi messi in atto da Maurizio Zamparini, vero dominus della società, per ingannare la commissione di vigilanza. Secondo l'accusa il fallimento del vecchio Palermo sarebbe legato ad alcune operazioni fra Mepal e Alyssa per far figurare un credito di 40 milioni in realtà inesistente. Nei dieci mesi di presidenza quindi, stando a quanto riportato, Giammarva sarebbe stato in tutto e per tutto complice del piano per ingannare la Covisoc.
Redazione