«Crotone? Niente alibi, La squadra ha avuto gli stipendi»
Continua la battaglia su due fronti del Palermo: da un lato la corsa alla Serie A di una squadra che dall'inizio del girone di ritorno è in crisi di risultati e ha perso non solo il primato ma anche la seconda posizione valida per la promozione diretta, dall'altro la situazione societaria con gli stipendi da pagare e un nuovo proprietario da trovare entro i termini prestabiliti per garantire un futuro roseo al club. Dal punto di vista del calcio giocato la brutta sconfitta di Crotone, seppur non abbia compromesso il cammino dei rosa verso la promozione, suona come un campanello di allarme e lo sa anche il presidente Rino Foschi che, intervistato da Benedetto Giardina per il Giornale di Sicilia, ha parlato proprio dell'ultimo match dei rosa e del futuro societario del club di viale del Fante:
«Non cerchiamo alibi, la squadra ha avuto gli stipendi e deve fare bene. Purtroppo dopo la bella prestazione col Brescia abbiamo perso giustamente a Crotone, forse un po’ troppo pesantemente ma l’atteggiamento era sbagliato. Ai ragazzi ho detto che può capitare: adesso bisogna pensare a Lecce».
FUTURO SOCIETARIO
«Sono convinto che il Palermo il 15 marzo sarà di proprietà del gruppo con cui abbiamo iniziato questo discorso, insieme a Mirri. Ha avuto la prelazione sull’acquisto dell’intero pacchetto azionario perché insieme a lui c’è un gruppo. Altri acquirenti indicati da me? Io mica vendo il Palermo a un altro, non ho trovato nessun acquirente e nemmeno lo cerco».
DEBITI E CROWDFUNDING
«Debiti del club? Senza il piano A quelli di Mirri sono i numeri corretti. Il crowdfunding è stato l’unico equivoco ma si è risolto tutto. Chiedo scusa se questo ha creato incomprensioni. Forse sarebbe stato meglio parlarne prima tra noi. Lo ringrazio, perché oggi siamo ancora in piedi e dobbiamo far bene per la classifica. Ora cerchiamo di completare questo passaggio societario. La penale? Mirri ne ha diritto ed è una clausola inserita nel caso in cui non verranno rispettate certe regole».
Redazione