Palermo double face, occasione sprecata
A Novara due punti persi. L'analisi del match del Silvio Piola.
Il Palermo torna dalla trasferta novarese con un punto ed una quantità enorme di rimpianti per una partita che, nonostante tutto, sembrava essere indirizzata verso l’epilogo sulla carta più scontato alla vigilia. Più che l’andamento della gara, il 2-2 finale rispecchia tantissimo il momento esistenziale dei rosanero in questo frangente della stagione.
La squadra è partita abbastanza contratta al cospetto di un Novara che dal canto suo non ha certo martellato, limitandosi a cogliere l’attimo al 8’ di gioco, quando su un cross dalla destra Puscas sfrutta una torre di Di Mariano e più in generale il coma vigile della retroguardia rosanero.
Lo spettacolo che segue al gol è di una pochezza imbarazzante, ma se per gli azzurri questa è motivata dal vantaggio, per il Palermo (che ad eccezione di un tiro da fuori di Gnahorè smorzato da Montipò non ha fatto nulla) non ha giustificazioni.
La prima frazione (con le dovute differenze del caso) ricorda moltissimo il primo tempo della gara contro l’Ascoli e la sensazione di deja-vu diventa ancora più forte quando nella ripresa il Palermo va subito a mille rimontando la partita. Le danze le apre Rispoli, che al 49’ si fa perdonare la marcatura molle su Di Mariano insaccando sotto porta un cross di Fiordilino; otto minuti dopo La Gumina riscatta anch’egli un primo tempo opaco con un tap-in vincente sotto porta sul palo centrato da Coronado in un frangente reso ancor più concitato dal malore occorso a Tedino, causato (quantomeno stando al suo vice) da un oggetto piovuto dagli spalti.
L’uno-due rosanero ha tramortito un Novara che non è riuscito a reagire in maniera adeguata, ma dal canto suo il Palermo non ha trovato il colpo del k.o. anche grazie ad un Montipò reattivo sulle occasioni di Fiordilino e Coronado. La squadra di Tedino si è ritrovata così nel finale di gara con un margine risicato da gestire. Lo sconclusionato forcing dei padroni di casa non sembrava sortire effetto e quando Jajalo ha fatto guadagnare l’uscita anticipata a Golubovic, sembrava essere giunto il sipario: poi, al 91’, la sensazione di deja-vu si sposta da Ascoli a Perugia. Fiordilino non accorcia in tempo su Moscati che crossa in area verso Sciaudone che fulmina il poco reattivo Szyminski, segnando di testa il gol del definitivo pareggio.
Il contestuale pareggio del Frosinone contro la Salernitana inasprisce ulteriormente un boccone amaro da mandare giù. La sensazione che si ha è che questa squadra sia troppo consapevole di sé finendo spesso col piacersi troppo, anche quando le circostanze non lo permetterebbero.
A questo punto della stagione è difficile trovare sulla propria strada avversari che non siano in corsa per un qualsiasi obiettivo: anche se si è forti non bisogna mai allentare la tensione, soprattutto quando ti giochi la promozione diretta.
Redazione