Di Piazza e il centro sportivo, un «no» mascherato da «si»
"Un no mascherato da si": la definizione di Benedetto Giardina per il Giornale di Sicilia esprime chiaramente la decisione dell'ex vice-presidente del Palermo Tony Di Piazza in merito al suo coinvolgimento nel progetto del nuovo centro sportivo.
Scaduta la settimana di tempo per valutare la situazione e decidere se partecipare, nella serata di ieri l'imprenditore italo-americano ha inviato una lettera al presidente Dario Mirri dando la propria disponibilità, anche economica, a patto però che l'investimento rientri nei 15 milioni di capitale sociale deliberato in principio, senza quindi immettere capitale aggiuntivo. Di tutt'altra idea è invece la controparte, che vorrebbe costituire una nuova società, controllata da Hera Hora, nella quale immettere nuovi capitali senza intaccare i 15 milioni che andrebbero invece riservati esclusivamente ai progetti di natura sportiva della squadra rosanero.
L'idea di Tony Di Piazza sarebbe quindi quella di partecipare al progetto del centro sportivo facendo però rientrare la spesa all'interno della quota di investimento pattuita all'inizio dell'avventura Hera Hora, che corrisponde ai 6 milioni di euro per coprire fino alla stagione 2021/2022 e dei quali l'ex vice-presidente ha immesso i primi 2,7 milioni. Altro nodo della discordia, come scrive Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, è legato alla località del ritiro con Di Piazza che, non essendo mai stato informato in CdA della possibilità Piana degli Albanesi, acconsentirebbe a partecipare solo ed esclusivamente per il progetto Torretta, un modo per ribadire ancora una volta la propria volontà di essere messo al corrente di tutto come socio di minoranza del club.
Redazione