Fanno dei giri immensi e poi ritornano

Fanno dei giri immensi e poi ritornano

Certi amori non finiscono

Fanno dei giri immensi

E poi ritornano...

 

Se questa storia fosse così semplice sarebbe un po’ come quella canzone di Antonello Venditti «Amici mai». In realtà, questa storia ha molte ombre e poche luci. Cerchiamo di fare chiarezza:

 

Gli inglesi hanno comprato il Palermo a 10 euro. Adesso vogliono defilarsi perché hanno capito che la gestione del club è un tantinello più complicata di una bevuta al pub tra amici. In tre mesi hanno fatto un gran casino, non hanno trovato un investitore ma vogliono uscire dal Palermo con una plusvalenza da 1,2 milioni di euro. Mica scemi...

 

L’amministratore delegato Emanuele Facile lancia messaggi ambigui. Da un lato è certo - anzi quasi certo perché la certezza non esiste - che gli stipendi saranno pagati ma poi non si sa né come né con quali mezzi il club uscirà dall’impasse.

 

Zamparini è agli arresti domiciliari. Da un lato si è pentito di aver venduto la società, dall’altro vorrebbe salvare il salvabile. I legali di Zamparini hanno chiesto lo stato d’inadempienza di Sport Capital per il quale è già̀ scattata la diffida di messa in mora. Se invalidassero il contratto, Zamparini rientrerebbe in possesso delle azioni societarie. Un po’ come si fa al Monopoli quando passi dal via.

 

Foschi sta cercando di salvare la squadra. Sarebbe lui stesso a farsi da garante. Ha chiesto in giro tra gli amici nel mondo del calcio per provare a formare una cordata di finanziatori. L’obiettivo - nell’immediato - è pagare stipendi e creditori per evitare la penalizzazione del club. Dopo si penserebbe ad affrontare la cessione con più calma. Ieri a Milano ci sono stati diversi incontri tra i legali della Sport Capital Group e Bettini, avvocato di Zamparini. Sarà Bettini che dovrà dire l’ultima parola. Se Zamparini ritornasse in possesso delle quote, le girerebbe ad un profilo di fiducia, ovvero una persona tra Rino Foschi e Daniela De Angeli, direttore amministrativo del club.

 

Raffaello Follieri si è defilato - almeno ufficialmente -. È furioso per come è stato trattato ma non ha del tutto abbandonato l’idea di acquistare il Palermo. Si era accollato il debito e la plusvalenza degli inglesi. L’ad Facile era pronto a firmare il contratto, era già con la penna in mano quando è arrivata la telefonata degli inglesi che gli hanno detto: «Emanuè fermati non firmà nulla che arrivò l’offertona». È passata una settimana e l’offertona non è arrivata. Adesso Follieri si è defilato e gli inglesi sono rimasti con il cerino in mano.

 

La York Capital Management ha già detto che non ha intenzione di concedere alcunché agli attuali proprietari: quindi non verrà neanche rimborsato il pranzo di Sferracavallo, né tantomeno i dieci euro che hanno raccolto per comprare il club.

 

La holding Carisma spa, una delle più importanti società nel settore della ricostruzione delle imprese in difficoltà, è della stessa linea: se vanno via gli inglesi ci sediamo al tavolo delle trattative. Altrimenti nisba.

 

Preziosi è l’osservatore silente, il vedo-non vedo, il so ma non posso parlare di questa trattativa. Il patron del Genoa sarebbe interessato ad un’operazione di salvataggio del Palermo ma non può uscire allo scoperto. Intanto ieri ha staccato un assegno per la ristrutturazione ex novo del Signorini, il quartier generale del Genoa. Un’operazione che il Palermo attende da 16 anni.

 

Sicindustria. C’è anche una fetta dell’imprenditoria locale che sarebbe pronta a sostenere le spese necessarie. Una cordata di imprenditori siciliani sarebbe pronta a far fronte alle spese immediate ma non è facile organizzare tutto in tempo entro quattro giorni.

 

IMMAGINE  SIAMO SU INSTAGRAM!


 

 

ALTRI ARTICOLI

 

• PALERMO, LETTERA MAI SCRITTA

 

• FACILE SHOCK: «ZAMPARINI BLOCCA OGNI IPOTESI DI ACCORDO»

 

• FACILE: «PRONTI A VENDERE, OGGI FAREMO UN ANNUNCIO»

 

• «IL PALERMO RESTA LA SQUADRA DA BATTERE». PARLA BINDA