Fallimento scongiurato ma su Mepal restano dubbi

Nella perizia terza numeri distanti da quelli messi nero su bianco dal consulente della Procura Alessandro Colaci

Fallimento scongiurato ma su Mepal restano dubbi

La perizia terza sui conti rosanero, prodotta dai tre professionisti incaricati dal tribunale di Palermo, dà nuova luce alle speranze della società e di tutti i tifosi rosa.

 

Numeri distanti da quelli messi nero su bianco dal consulente Alessandro Colaci nella perizia presentata dalla Procura insieme all’istanza di fallimento nei confronti del Palermo, seconda la quale il debito della società rosanero ammonterebbe a 62,9 milioni di euro.

L’esposizione sarebbe invece pari a 32.319.559 euro al 30 ottobre 2017, ridotti poi a 18,8 milioni.

 

Nel testo della perizia terza, pubblicato parzialmente dal Giornale di Sicilia, si legge: “Tale apparente riduzione è evidenziata nelle memorie difensive al fine di dimostrare la capacità della società di far fronte alle proprie obbligazioni. In realtà gran parte della riduzione non è dovuta al pagamento di debiti, bensì alla loro compensazione con partite creditorie”.

 

Non ci sarebbe poi alcun deficit patrimoniale e nessun creditore del Palermo insoddisfatto: non sono state intraprese iniziative concorsuali da parte dei fornitori.

 

Altro dettaglio decisivo è quello legato al valore della rosa, che per il consulente della Procura si attesta a 19,88 milioni. Per il Palermo, tramite consulenza con Wallabies, sarebbe di 42,3 milioni, mentre per i tre periti incaricati raggiunge i 58,38 milioni di euro.

 

Sul versante dell’indagine penale, invece, la strada per arrivare ad una conclusione è ancora lunga.

Nel 2014, il Palermo ha ceduto il marchio a Mepal srl, società partecipata al 100% dalla stessa società rosanero, al fine di acquisire nuovi crediti e disponibilità.

Per Colaci, il patrimonio netto al 30 giugno 2014 sarebbe dunque inferiore a quello ufficiale (5,4 milioni contro i 10,9 iscritti a bilancio).

E, sempre per il consulente della Procura, ci sarebbe un falso anche nel 2016, quando il Palermo ha ceduto ad Alyssa la propria partecipazione in Mepal per “riportare una plusvalenza di 21,9 milioni. Per la tesi dei pm, però, la società anonima lussemburghese “non sembrerebbe dotata di disponibilità finanziarie, né delle capacità di accedere al credito”, stimando in 22,7 milioni nel 2014 e in 24,3 milioni nel 2015 il valore economico del marchio.

Secondo la stima dei periti incaricati dal tribunale il valore sarebbe di 21,3 milioni e da qui "il patrimonio netto rettificato si incrementa 14,4 a 19,7 milioni".