È crisi in piena regola. I tifosi ri-torneranno?
Martedì 27 il match contro i marchigiani dell'ex Serse Cosmi. Il momentaccio dei rosanero, però, fiacca la fiducia (lowcost)
Chissà se rivedremo il “Barbera” di qualche giorno fa per la prossima sfida casalinga, l’ultima di febbraio, il 27 alle 20.30 contro l’Ascoli dell’ex Cosmi, che proprio a fine febbraio del 2011 (il 28), fu chiamato da Maurizio Zamparini per sostituire Delio Rossi all’indomani della disfatta contro l’Udinese, una di quelle date segnate in black list nelle agende di tutti i tifosi rosanero.
Ma le coincidenze temporali non sono esattamente il primo ostacolo per ritrovare nel posticipo di martedì prossimo uno stadio come quello rumoroso, trascinante e poi deluso, apprezzato contro il Foggia.
Era la seconda sconfitta consecutiva, in attesa che nell’«albero della discordia» maturassero i frutti raccolti al “Renato Curi”: una mezza rivoluzione nell’undici titolare e pure nelle sostituzioni, due tiri in porta in 96 minuti ed il “quasi” acquisto che punisce a tempo “quasi” scaduto.
Tirando le somme: qualche escluso eccellente che magari, visto il risultato, non avrà preso benissimo le scelte di mister Tedino, il terzo k.o. sulle cinque partite del 2018, un ritiro punitivo a Coccaglio. Una crisi in piena regola.
I supporter, che fossero occasionali, abbonati, in gita, frequentatori assidui o assenti, avevano dato una risposta discreta alla domanda della società “Venite se costa due euro?”, stabilendo il record di presenze stagionali e offrendo il proprio apporto dopo le “sberle di Empoli”.
Sostegno sciupato da un’altra prestazione non soltanto sottotono dal punto di vista dell’intensità, ma anche nel carattere da squadra di metà classifica che quel Palermo ha mostrato contro i satanelli i quali, al contrario, hanno fatto vedere i denti e morso alle caviglie gli avversari.
Se la fiducia lowcost dovesse occupare nuovamente tanti seggiolini del “Barbera” per la sfida all’Ascoli, Tedino dovrà plasmare una squadra che metta in mostra tutta la potenzialità e l’esplosività che una concorrente alla promozione diretta deve avere.
Altrimenti, c’è il rischio che anche un ulteriore sconto, con biglietti a qualche centesimo, possa non bastare per riempire anche solo un terzo degli spalti.
A Coccaglio, intanto, si lavora e ci si confronta. Se questo ritiro avrà gli effetti benefici che l’ex presidente immagina, lo vedremo già a Vercelli.
Redazione