Palermo, altro che batosta. Barbera vuoto, un pugno nello stomaco
Meno di 11mila tra abbonati e paganti. I palermitani non vanno più allo stadio. La crisi di Zamparini anche al botteghino
Che brutta storia, mi rattrista. Non è stata la sconfitta del Palermo. Considero normale e prevedibile l’esito: abbiamo retto un tempo, poi è finita.
Appare strano, invece, il dato dei presenti al Barbera: meno di 11mila tra abbonati e paganti, nella serata in cui esordivano Diamanti e Bruno Henrique (i “colpi” del calciomercato), nella serata in cui De Zerbi prendeva possesso (seppur dalla tribuna) della squadra. C’era il Napoli e c’erano i suoi campioni: il menù, insomma, era ricco. Ma pochissimi si sono seduti a tavola.
A questo Palermo ormai credono davvero in pochi. La delusione, lo scoramento, la scarsa fiducia nei confronti di Zamparini stanno demolendo il muro dei tifosi presenti allo stadio. Non si va più al Barbera neanche per quelli che fino al 2011 erano considerati grandi eventi.
L’inverosimile numero di allenatori degli ultimi cinque anni, di direttori sportivi, di giocatori forti ceduti (e altri, decisamente meno forti, arrivati), i risultati sempre e costantemente meno brillanti, i grandi incassi al calciomercato e le spese modeste, i nuovi pronostici (“Siamo più forti di almeno dieci squadre”) hanno veramente lasciato il segno. E molti seggiolini senza tifosi. Il Barbera vuoto per Palermo-Napoli è un pugno allo stomaco più forte dei tre gol incassati.
Foto di Pasquale Ponente
Redazione