L'ultimo punto il Palermo lo ha fatto nella partita contro la Sampdoria, nella 7ª giornata giocata il 2 ottobre, più di un mese fa. E' vero, dovevano essere 3 i punti ma allo scadere del recupero, una frazione prima del triplice fischio, a Bruno Fernandes capitò una palla fortunosa fra i piedi e con un tiro 'della domenica', insaccò il gol del pareggio. Quindi solo un punto per i rosa e fu l'ultimo. Dopo cinque partite, zero punti, con attenuanti più o meno valide, ma alla fine restano in totale solo sei miseri punti in classica.
Gli addetti ai lavori e non cercano di capire quali possano essere le cause principali di questa serie d'insuccessi, e quella che viene più spesso citata è la continua rotazione dei giocatori che scendono in campo partita dopo partita, tranne alcuni che incomprensibilmente trovano sempre posto.
Certo, De Zerbi non ha in organico undici giocatori di serie A, ma ne ha un certo numero che per qualità ed esperienza potrebbero formare l'ossatura di una definitiva formazione, in attesa dei promessi arrivi di gennaio. Non ci sembra difficile capire che Posavec, Cionek, Gonzalez, Rajkovic, Rispoli, Gazzi, Bruno Henrique, Aleesami, Diamanti e Nestorovski sono quelli che hanno garantito nel tempo il rendimento più alto, quando hanno giocato nella posizione a loro più congeniale e più adeguata alle loro possibilità. Questi a nostro avviso dovrebbero essere quelli che dovrebbero essere sempre in campo.
Sono dieci, ma ovviamente non sempre sono tutti disponibili. Ed allora intorno a loro possono ruotare senza bruciarli, anzi valorizzandoli, quei giovani di qualità, come Lo Faso, Sallai, Embalo, Bentivegna ed altri che all'occorrenza possono essere sempre utili come Vitiello, Morganella, Andelkovic, Goldaniga, Quaison.
Altri, come ad esempio Hiljemark, Chochev, Jaialo, dovrebbero essere usati con parsimonia, per necessità, perchè a quanto pare, ormai hanno fatto vedere il massimo di quello che possono dare.
Non ci sembra una soluzione difficile da capire e mettere in pratica. Ed inoltre occorre iniziare ad evitare l'accanimento su questo 'tiki-taka' praticato ad ogni costo nelle vicinanze dell'area del portiere: De Zerbi dovrebbe convincersi che non è vergogna liberarsi della palla con un lancio lungo quando c'è qualche problema L'impressione è che i giocatori obbediscano ad un diktat assoluto del loro allenatore, perchè a volte insistono in pericolosissimi passaggi nelle vicinanza della porta, quando un logico lancio lungo risolverebbe la situazione. Anche perchè adesso tutti gli avversari sanno che basta aggredire il difensore rosa portatore di palla per metterlo in confusione...