Nino Randazzo: "I problemi del Palermo? La difesa e la mancanza di un direttore sportivo"
Nino Randazzo: "I problemi del Palermo? La difesa e la mancanza di un direttore sportivo"
Il giornalista del quotidiano La Sicilia di Catania, ospite della trasmissione televisiva Rotocalcio, esamina il momento di crisi della società rosanero
Nella terza puntata della nuova stagione televisiva di Rotocalcio è stato ospite in studio il giornalista palermitano del quotidiano LA SICILIA e dirigente dell’USSI Sicilia Nino Randazzo. Ecco le sue considerazioni espresse in trasmissione:
IL PROBLEMA E' LA DIFESA - “Io non mi esaltavo prima e non mi deprimo adesso. Secondo me il problema principale della squadra non è la fase difensiva. Nel calcio moderno diciamo tutti che il problema sta nella fase difensiva, secondo me ci sono grossolani errori difensivi. Questa squadra ha fatto un gol in più dell’Inter, che è seconda e ne ha subiti il doppio. Il Palermo ha fatto nove gol e ne ha subiti dodici. E’ chiaro che è lì che dobbiamo individuare i problemi del Palermo. Se analizziamo i gol subìti contro la Roma gli errori non sono stati nella fase difensiva. Il primo gol della Roma è venuto fuori da una triangolazione da scuola calcio. Non può arrivare davanti al portiere, davanti a Sorrentino un giocatore come Pjanic che fa solo una triangolazione. Il secondo gol è stata una rocambolesca carambola, anche se lì l’avversario non deve restare da solo e in difesa si sta con gli occhi aperti. Arriviamo al terzo gol. Sul gol di Gervinho che ha fatto un gol “alla Maradona” e vi assicuro che Gervinho non è Maradona e di gol ne segna pochi. Se parte dalla fascia laterale non si può far segnare un gol a Gervinho Lo sanno tutti i difensori che non gli devi dare spazio al centro ma che lo devi accompagnare verso la bandierina uno come Gervinho. Non stiamo inventando nulla. Il fatto è che sono venute a mancare delle certezze in questo inizio di campionato come Giancarlo Gonzalez ad esempio. Non è scritto in nessun Vangelo del calcio palermitano che deve giocare sempre Gonzalez, o Struna, o El Kaoutari. Se questi giocatori in questo momento non sono in ottima forma psico- fisica torniamo all’antico. Torniamo a Vitiello, ad Andelkovic che abbiamo crocifisso lo scorso anno per qualche errore che commetteva. Però quantomeno parte col vantaggio di sapere quali sono i movimenti difensivi da fare. Si potrebbe utilizzare anche Goldaniga, che è stato uno dei giovani più promettenti della Serie B. Diamo un po’ di respiro a Gonzalez che è un grandissimo giocatore senza dubbio ma può avere un momento di crisi. Diamo spazio a chi c’è dietro può darsi che in questo momento sia più pronto
NON ESISTE UN PROBLEMA GOL - Tutti abbiamo detto che al Palermo mancano gli attaccanti, c’è il problema del gol. Ecco, guardando i numeri il problema del gol non c’è. Il Palermo riesce a segnare e lo fa con i centrocampisti, adesso per fortuna riesce a segnare anche con Gilardino, che improvvisamente non poteva aver dimenticato come si fanno i gol. Per adesso Iachini ci spiega: “La squadra si deve amalgamare, deve conoscere bene il lavoro, deve conoscere bene i movimenti”. Partiamo da quelle che sono le certezze secondo me.
CONFUSIONE CON I MODULI - Basta confusione con i moduli tattici. Il marchio di fabbrica di Iachini, dal primo posto della Serie B alla salvezza tranquilla della scorsa stagione, è il 3-5-2. Quindi chiariamoci le idee. Facciamo il calcio semplice che il Palermo ha sempre saputo fare.
ROBIN QUAISON - Un giocatore come lui, che potenzialmente è un campioncino, secondo me dà il meglio sulla fascia laterale. E’ uno dei pochi che sa saltare l’uomo, che crea superiorità numerica, che sa crossare bene.
SORRENTINO è sicuramente uno dei portieri di Serie A che può darti dei punti alla fine del campionato e lo ha dimostrato nelle prime due vittorie dove c’è tanto di Sorrentino. Sul fatto che il Palermo non abbia preso gol, Sorrentino ci ha messo del suo con straordinarie parate. E’ un portiere che ha esperienza, che dà sicurezza, che dà tranquillità, da quando è diventato capitano interpreta il ruolo nel migliore dei modi. Non ho mai visto una parola fuori posto da parte di Sorrentino, anzi ha sempre una parola al momento giusto per cercare di stemperare le tensioni o in alternativa stemperare il troppo entusiasmo.
GILARDINO è un centravanti vero. E’ uno che là davanti sa essere decisivo.
UN LATO POSITIVO - La squadra ha tre punti di vantaggio sulla zona rischio. In queste quattro sconfitte, in tre partite, Sassuolo, Milan e Torino (quest'ultimo esaltato dai giornalisti di sky durante la telecronaca come fosse il Real Madrid), il Palermo è rimasto in partita fino al novantacinquesimo”.
ZAMPARINI E' UN GENIO nel vendere i giocatori. Acquistare è facile perché se hai i soldi compri, venderli invece è difficile. Mi torna in mente Foschi quando diceva: “Un bravo direttore sportivo è quello che sa vendere i propri giocatori”. Lui ha fissato a gennaio, il prezzo di Dybala quando aveva segnato quattro-cinque gol, e lo ha venduto a quel prezzo. E non è facile. Venderà Vazquez a 25 milioni di euro”.
RITIRO - “Secondo me viene organizzato solo per un fatto scaramantico. L’anno scorso è andata bene, si ripete lo stesso rito, nello stesso periodo del campionato. E’ chiaro che l’intenzione è di stare tutti insieme, di parlarsi, di capire se ci sono problemi interni e ch’io sappia non ce ne sono, è un gruppo giovane con quattro-cinque senatori, che tra di loro sono sicuramente ben affiatati. C’è un problema: non sono arrivati i risultati, in una squadra che pensava di ripartire dalle certezze dello scorso anno e che invece si è lasciata andare a troppi esperimenti.
IL CALCIO ITALIANO E I DEBITI - Il Palermo a maggio non ha avuto la Licenza UEFA, cosa significa, che se doveva disputare le coppe europee non poteva iscriversi, stessa cosa per il Genoa (poi rimpiazzato dalla Sampdoria in Europa League, ndr). Questi stessi parametri, che sono tre parametri economici, determineranno nella prossima stagione l’iscrizione al campionato. E state tranquilli che ne vedremo di sorprese, sportivamente parlando, perché il calcio italiano di Serie A è indebitato fino al collo. La Roma, di cui si parla tanto bene, a me non fa questa grande impressione e in difesa mi sembra peggio del Palermo, ha chiuso il mercato con un passivo di 41 milioni di euro. Significa che se il signor Pallotta non sborsa 41 milioni di euro e ripiana il bilancio societario non si iscrivono al campionato. Il Palermo per salire immediatamente dalla Serie B alla Serie A , aveva un foglio paga di 33 milioni di euro. Se il Palermo non saliva in Serie A probabilmente poteva anche fallire, perché ha spalmato gli stipendi e a settembre ha pagato il saldo di prima. Cosa significa tutto ciò? Che il calcio di Serie A costa. Il Palermo è un fenomeno se scopre Dybala e vende Dybala ”.
Al Palermo manca un direttore sportivo uno che sappia fare il mercato, che sappia stare nello spogliatoio a contatto con i giocatori e con l’allenatore e sappia fare da tramite con il presidente . Le migliori stagioni del Palermo sono state quelle con Foschi, Sabatini e poi, parzialmente, anche con Perinetti. Nei momenti in cui Zamparini ha voluto inventare figure come Cattani, meteore come Sogliano, ha lavorato abbastanza bene. Gerolin, ottimo, straordinario talent-scout, tra i migliori in Europa, ma non è un direttore sportivo e lo abbiamo visto anche nelle trattative fallite in mezzo mondo. Un direttore sportivo si muove e va a Londra o va a Palma de Mallorca, se sa che al 99% chiude l’affare. Non si sposta se sa bene che la società che lo vende vuole 18 milioni di euro e lui non può pagare tanto... E questo è uno degli errori grossolani. Nel calcio di Serie A non si inventa nulla. Se esiste la figura del direttore sportivo è perché è una figura fondamentale, ancor di più in questa squadra e in questa società dove c’è un presidente che capisce molto di calcio, che vuole invadere i campi altrui. Una figura di questo tipo, secondo me, manca molto in questo momento nel Palermo”.
Iachini non è mai stato un grande oratore né quando vince, né quando perde. Riconosce una sola filosofia, che è la stessa di quando giocava, cioè il lavoro. Ed è un instancabile lavoratore. Gli sono venuti a mancare, in questo inizio di campionato alcune certezze. Non dimentichiamo che Iachini è quello che ha preso il Palermo all’undicesimo posto in Serie B e lo ha portato in Serie A, lo ha fatto salvare in Serie A e ha preso un giocatore come Dybala che era un perfetto sconosciuto, considerato una palla al piede dal Palermo stesso. Se Dybala e Vazquez sono diventati calciatori lo devono a Iachini, che ha ottenuto risultati sul campo, ha valorizzato al meglio il parco giocatori. Devo dire che sotto tutti i punti di vista ha fatto bene. Bisogna dare merito a un allenatore che sul campo ha dimostrato di valere tanto”.
Col Bologna è uno scontro diretto. Se fai un’altra prestazione come nel primo tempo contro la Roma allora Zamparini tornerebbe davvero all’antico (presidente mangia-allenatori, ndr). Gli avvistamenti importanti secondo me sono quelli che si fanno in Friuli a casa di Zamparini (Ballardini è a Palermo in vacanza, ndr), è lì che si decide il futuro del Palermo. Il presidente è stato chiaro in questi giorni. Sono convinto che fino alla partita col Bologna Iachini non rischia”.
MERCATO? Queste giornate di campionato che separano dal Natale serviranno a capire dove si può intervenire sul mercato. Oggi il Palermo dovrebbe farlo in tutti i reparti e rimpinguare l’attacco perché è impensabile affrontare il campionato con soli due attaccanti (Gilardino e Djurdjevic, ndr). Basti pensare che il Palermo in serie B aveva addirittura sei attaccanti: Dybala, Belotti, Hernandez, Lafferty poi è arrivato Vazquez.