A Parma arriva il closing. E i cinesi...
Trattativa silenziosa, rapida e soprattutto riuscita.
Una trattativa condotta lontano dalla luce dei riflettori. Proclami? Pochi. Promesse? Nessuna.
Ed oggi il Parma Calcio 1913 avrà il suo closing: «Jiang Lizhang - si legge nel comunicato di ieri sul sito dei crociati -, Presidente del Gruppo Desports, sarà domani a Parma, per una giornata dedicata, oltre che alla visita del Centro di Collecchio, alla firma degli accordi definitivi che porteranno a breve il Gruppo da lui rappresentato a detenere il 60% del Parma Calcio 1913».
Sarà dunque un Parma cinese quello che affronterà la Serie B 2017/2018, traguardo raggiunto dopo il fallimento del 2015 e la successiva ricostituzione della società nella Serie Dilettanti. Dopo il Pavia (esperimento fallito), e il work in progress dell’Inter di Suning e del Milan della Rossoneri Sport Investment Lux, il Parma sarà la quarta società italiana le cui quote di maggioranza passano ad un gruppo cinese.
Operazione che ha preso vita a inizio maggio. Grazie all’intermediazione di Hernan Crespo, si sono stabiliti i contatti con il gruppo Desport (che aveva già acquistato il Granada dalla famiglia Pozzo) e dopo due mesi di incontri, verifiche bancarie e trattative è arrivato il lieto fine: al gruppo guidato da Jiang Lizhang il 60% delle quote societarie.
Obiettivo raggiunto senza bandiere issate troppo presto, senza nomine frettolose e passerelle trionfali in città. Probabilmente, il miglior modo per preservare la tifoseria e le stesse istituzioni locali. Insomma, una trattativa condotta come si deve, nel sottobosco e silenziosamente.
E basti dare un’occhiata al titolo del comunicato sul sito ufficiale: “Jiang Lizhang domani a Collecchio. Presentazione alla città solo alla conclusione di tutti gli adempimenti burocratici”.
Sembra quasi un richiamo ad un’altra trattativa, per nulla silenziosa e sin dal primo annuncio costantemente mitragliata da dichiarazioni, comunicati, lettere, dirette facebook, grandi progetti, eccetera.
Maurizio Zamparini ha affermato di dover spingere fuori dalla porta le tante (pare quattro) cordate interessate all’acquisto del Palermo Calcio, dopo il mancato closing con Paul Baccaglini.
Magari, è una speranza, i tavoli su cui si imbastiranno nuove trattative saranno pieni di documenti, certificazioni, garanzie, e alleggeriti dei tanti castelli di carta costruiti in questi anni ed un attimo dopo, inevitabilmente, buttati giù.
Redazione