Nahuel Estevez, il valore di agire nell'ombra
I calciatori poco appariscenti tendono a sfuggire all'attenzione degli spettatori. Quando non vengono sfoggiate giocate tecnicamente sopraffine o strappi fulminei, si ha come l'impressione che l'utilità del giocatore sia limitata, quasi si trattasse di un freno all'espressione qualitativa della squadra.
Il calcio però non si è mai trovato in sintonia con gli estremi, e le narrazioni che decantano unicamente la spregiudicatezza del gioco si scontrano con una realtà in cui l'equilibrio del collettivo è un particolare che non può essere trascurato.
L'approdo in rosanero di Nahuel Estevez è stato accolto da opinioni contrastanti, che hanno resistito nel corso delle settimane soprattutto alla luce delle sfide amichevoli del precampionato. L'esperienza recente con Alexis Blin, arrivato dalla Serie A come elemento di esperienza e ordine, condiziona inevitabilmente il giudizio su un elemento che in molti temono possa ripetere il percorso a Palermo dell'ex Lecce.
Ma intensità e ritmo sono due concetti calcisticamente differenti, ed è proprio con questa chiave di lettura che il paragone Estevez-Blin scricchiola. La parabola discendente del francese è stata inevitabilmente innescata dall'infortunio patito a settembre 2024, quando perse 4 mesi di campionato senza più ritrovare quel passo utile a far risaltare le sue funzioni. Se un giocatore di ritmo inizia a cedere di condizione, è probabile che finisca per perdere l'orientamento in campo.
Estevez invece risponde a tutt'altro identikit, e ha sempre conquistato le tifoserie per l'animo indomito e la corsa inesauribile ringhiando alle caviglie degli avversari. Se aggiungiamo la capacità di sapiente occupazione degli spazi, otteniamo una giocatore che, in un Palermo più spigliato offensivamente, saprà essere un ingranaggio estremamente prezioso.
L'argentino non ruba l'occhio, non incanta in 10 minuti come Strefezza, e probabilmente nelle prime uscite ufficiali potrà non risultare pienamente convincente, ma alla distanza il suo apporto emergerà al punto da non potervi più rinunciare. L'appoggio errato che ha dato il via al raddoppio di Milik contro la Juventus ha immediatamente fatto risuonare un campanello d'allarme, ma con questi calciatori è fondamentale mantenere un approccio cauto. In pochi scampoli di gara Vavassori, Bozzolan, Johnsen possono stravolgere gli equilibri, perché le loro caratteristiche sono idonee al compito; Estevez emerge con tempi diversi, magari meno impattanti, però con un'utilità tattica che potrà favorire una proposta di gioco più avvincente. Non si tratta certo di un profilo da copertina, ma è dotato di un carattere che la piazza rosanero saprà apprezzare, e se il Palermo riuscirà a mettere a punto questo nuovo sistema, è probabile che tra qualche mese si discuterà di come Estevez abbia saputo placare i comprensibili scetticismi che oggi lo stanno accompagnando.
Andrea Bosco