Morgia: «Palermo, cancella rimpianti e paure»
Le parole dell'attuale tecnico della Nocerina in vista dei play-off che giocheranno i rosanero
I play-off sono da sempre molto impegnativi e pieni di sorprese. Nella sua storia il Palermo ha giocato gli spareggi davvero poche volte e l’ultima volta risale alla stagione 1998/99, quando perse le sfide valide per la promozione in Serie B. Fatta eccezione per la categoria, sono molte le similitudini tra quella stagione e quella attuale.
Di quello spareggio contro il Savoia ha parlato l’allora tecnico Massimo Morgia:
«È un ricordo ancora forte e doloroso – racconta Morgia al Corriere dello Sport- qualcosa di simile mi è appena successo anche quest’anno. Ho perso i play off con la Nocerina (serie D) e dico che a me questa formula non è mai piaciuta perché alla fine non premia veramente i migliori, ma piuttosto chi applica strategie. Prendiamo l’avventura col Palermo: il Savoia che ci batté era finito dietro di noi, ma nel finale di stagione fece di tutto per arrivare ai play off mentre noi ci giocavamo la promozione diretta. Così loro affrontarono quella partita con una condizione psicofisica del tutto diversa».
Diversi i fattori che portarono il Palermo alla sconfitta contro i campani: «In partite del genere contano ovviamente pure gli episodi. All’andata al San Paolo perdemmo per un rigore discutibile, al ritorno giocammo di fronte a 20.000 spettatori ma non c’eravamo con la testa. Non reggemmo alla pressione, dopo un’ora eravamo rimasti in nove».
VANTAGGI PALERMO PER I PLAY-OFF
«Palermo è una grande piazza che allo stesso tempo ti dà tantissimo in quanto a stimoli, ma per contraltare ti mette addosso un obbligo di vincere che può diventare un peso molto gravoso. Il problema, arrivando ai play off dopo aver sognato i primi due posti fino alla fine della regular season, sta nel portarsi dietro la delusione e disperdere energie mentali. Da questo punto di vista, il Frosinone sarà ancora più penalizzato dei rosa. Ma nel Palermo di oggi - continua Morgia - vedo due vantaggi rispetto alla mia esperienza: la prima è Stellone, che è arrivato da poco e può trasmettere un entusiasmo diverso. E poi la società è strutturata in maniera importante, mentre quel Palermo era a conduzione familiare. La città farà la sua parte riempiendo lo stadio e trascinando i giocatori».
UOMINI DECISIVI
«La differenza la possono fare i giovani che giocano più spensierati, penso a La Gumina ad esempio. Se cancella rimpianti e paure, il Palermo stavolta ce la può fare».
Redazione