Mobilità&Panelle: il tram e lo street food

Il tram nella capitale dello street food

Mobilità&Panelle: il tram e lo street food

E’ tutto un tram tram quotidiano, un tram tram che da sei mesi accompagna i palermitani in modo efficiente ed europeo attraverso la Stazione Centrale, il Forum, Borgonuovo, Notarbartolo, Cep, Calatafimi. Fiammanti, silenziosi, bianco candido, ergonomici, insomma belli e tirati a lucido ogni mattina. Il tram è una rivoluzione culturale, il demiurgo costruttore della nuova città. Così è stato presentato, un esempio di civiltà e di ammodernamento necessario e gli amministratori ci hanno messo la faccia. C’è stata una specie di guerra civile per promuoverlo e per respingerlo, i palermitani si sono polarizzati come mai era successo, divisi come nei migliori derby contro il Catania. Il tram è entrato presto nel nostro immaginario. 

Ricordate quanto era successo a Febbraio in una scuola elementare del quartiere Libertà? Una maestra aveva chiesto ai bambini di rappresentare il giorno della loro Prima Comunione, nel disegno di un alunno però dentro la chiesa insieme agli invitati c’era il tram della linea Borgo Nuovo.

Su questo episodio si erano pronunciati tutti, dalla curia alle associazioni ambientaliste, dalle società di pedagogia alla stessa Amat. Le catechiste si tirarono fuori, alcuni consiglieri comunali parlarono di circuito virtuoso tra cittadini laici e parrocchie, altri di fervida visione del futuro di Palermo ad opera di un giovanissimo cittadino, una specie di veggente ecologico. Insomma una cosa complicata, tra teologia e politiche di trasporto, senza però pellegrinaggio.

A distanza di dieci mesi si è ammollato tutto e la celestiale visione è diventata una giornata di lutto, un incubo candido come il colore del tram ma scuro come la pece che hanno usato per asfaltare il cassaro. A distanza di mesi ci siamo emancipati dalla polemica ma i conti hanno la memoria lunga.

Tredici milioni da pagare per fare girare i tram sono tanti. La cifra è attestata nella relazione periodica semestrale dell’azienda Amat. Il tram più che da utenti è affollato dalle voci dei passivi di spesa. Debiti grossi dopo le passeggiate solenni, le foto sorridenti e le promesse. Il Tram vestito di bianco e profumato di verde è il nuovo grande assistito. Vuoi vedere che lo posteggiano insieme ai carri dismessi della santuzza a Villa Giulia? 

Una soluzione c’è, si chiama Street Food. Panellerie e altri fornitori ormai strutturati nel circuito mondiale in coda ad ogni vettura, con personale veloce a servire sia i passeggeri sia gli avventori. Naturalmente tutti vestiti di bianco, con grandi friggitrici e barbecue a pannelli solari.