Milan, la stagione degli errori
Vicine in classifica, ma non solo. Nella Kermesse della serie A c'è spazio anche per loro: le deluse sirene di un tempo. In fondo al mare ognuna tocca l'anima dell'altra scambiando qualche parola di conforto qua e là. Lazio e Milan camminano sulla stessa trave con la comune sensazione di aver fallito. I romani dopo due sconfitte di fila contro Sampdoria e Juve ritrovano il successo sull'Inter in un Olimpico semideserto. La divisione tra Curva e Distinti rimane un problema certamente, ma fosse solo questo. I tifosi biancocelesti sono sfiancati dalle promesse dell'ennesima ricostruzione, tra l'altro caldeggiata da Tare qualche ora prima della partita. L'eliminazione dall'Europa League, il derby forse su tutti e le sconfitte insensate in campionato segnano un distacco dalla società che, come un disco rotto, batte sempre sullo stesso ritornello. Candreva, Anderson e Keita sono lingotti appetibili per accumulare denaro fresco, se non fosse che il capitano ruggisce ancora come un leader. Keita stesso si mostra ancora come un folletto in perenne movimento. Questo mese andrà in scena, come ogni anno, il triangolare "Di padre in figlio" e la Nord si prepara a tornare. In campo ci saranno la Lazio del 1974 e quella del tricolore datata 2000. Uno sguardo al passato rende meno amaro il presente in questi casi.
Altra anima in pena è il Milan di Brocchi. Ultimamente si parla più dei problemi sospesi tra Oriente e Occidente, che della squadra. Fantomatici compratori distolgono l'attenzione su un organico inibito. Una difesa permeabile, troppo. E il Frosinone e la Madonna del Canneto ringraziano. Il pareggio coi ciociari porta persino la composta tifoseria rossonera a scaricare il peso delle proteste sulla partita. L'unica speranza è la finale di Coppa Italia, ma il Milan non può pensare che tutto si riduca a questo. C'è un disegno sulla manica della maglie che riporta un numero e la coppa dei Campioni. Sarebbe meglio rifletterci su..
Redazione