Marco Capone: "I senatori sono gli unici che possono far risollevare la squadra"

Ospite della trasmissione Rotocalcio, il giovane giornalista Marco Capone, ha detto la sua sul difficile momento del Palermo

Intervenuto come ospite della sesta puntata di Rotocalcio, il giornalista Marco Capone ha analizzato la delicatissima situazione dei rosanero,  soffermandosi  sui tanti difetti della squadra e su quelle che possono essere le possibili soluzioni per risollevarsi in campionato. La puntata non poteva che incentrarsi sulla posizione di Iachini e su alcune sue scelte discutibili. "Iachini è un po' troppo fondamentalista, riguardo la partita contro l'Empoli ritengo che bisogna soffermarsi su due questioni abbastanza rilevanti: la prima è relativa al modulo che non è più adatto, a mio parere, a questi interpreti. Zero verticalizzazioni, una manovra sterile, esterni limitati qualitativamente, come Rispoli, o distratti, è il caso di Lazaar. Gilardino, inoltre, ha bisogno di essere servito davanti la porta e anche ieri sera, nonostante alcune imprecisioni, l'abbiamo visto. Questo modulo, lo scorso anno, falliva già con Belotti. Gilardino e Belotti si somigliano molto per caratteristiche e già nella passata stagione era evidente come il Gallo non rientrasse nella manovra della squadra. Era un campanello d'allarme che l'allenatore non è riuscito a cogliere; la seconda, a mio avviso, riguarda la scelta di utilizzare Brugman fin dal primo minuto. Il ragazzo, all'esordio, si è visto come fosse evidentemente spaesato nel difficile compito di marcare uno come Saponara. Il ruolo del regista, per me, è quello più importante." Una cosa apparsa lampante, anche nella sconfitta con l'Empoli: i rosa non reagiscono dopo episodi negativi come il rigore non concesso o il gol di Saponara. "Sì, c'è da dire anche che alla base ci sia un pizzico di sfortuna. Il problema è, come detto, che manca un'idea di gioco: il Palermo non gioca a calcio. Non ha carattere, non riesce a trovare le forze per reagire, è il caso della partita con l'Empoli." E se il "problema" fosse Vazquez? Nel bene e nel male sotto i riflettori ci finisce sempre lui. "Lui è l'unica speranza che ha questa squadra per risollevarsi. Le critiche le ricevono tutti, le ho sentite anche nei confronti di giocatori come Pastore e Cavani. Io lo reputo un giocatore fortissimo che merita una grande squadra. Il discorso è che il calciatore in campo non può giocare solo, Vazquez non è assistito, non ha compagni che pareggino il suo estro. E' una situazione che prescinde da moduli, numeri e statistiche; è una questione che riguarda il gruppo. Quelli che possono caricarsi la squadra sulle spalle sono i senatori, sarà loro compito fare quadrato intorno al gruppo per cercare di venir fuori da questa delicata situazione. Infine, volevo sottolineare come, le altre squadre candidate a giocarsi la salvezza, in casa hanno cominciato a vincere: il Frosinone, per esempio, gioca con rabbia e furore agonistico, ha in panchina un allenatore tra virgolette esordiente ma davvero capace. Se il Palermo perde partite come quella contro l'Empoli, per giunta in casa, la vedo difficile." Dopo la sconfitta contro l'Empoli, è scattato il toto-allenatori in lizza per sostituire Iachini. "Tra quelli detti finora, penso che Corini potrebbe essere la scelta migliore. Il problema in questo caso sarebbe il rapporto con Zamparini, dati i trascorsi. Guidolin penso che sia il più preparato, anche se non allena da un po';  Di Carlo, infine, personalmente non mi entusiasma, anche se si tratta di un tecnico consapevole delle proprie capacità e mezzi.  Io vedrei bene Corini, perché mandando via uno come Iachini serve un altro che abbia la personalità tale da entusiasmare la piazza." In conclusione, un pensiero sull'importantissima sfida di domenica contro il Chievo. "Speriamo non ci sia troppa frenesia tra i giocatori rosa, perché il Chievo è una squadra che gioca con ordine e aspetta l'avversario. Approcciare la gara col solo obiettivo di far gol, fin dal primo minuto, senza lucidità e coscienza potrebbe rilevarsi un problema più per il Palermo stesso che per i ragazzi di Maran."

Manuel Bruno