Dall'alto della sua "cattedra" conquistata con un'esperienza internazionale (seppure con un avvio da raccomandato) e da un ingaggio multimilionario ancora da legittimare, qualche giorno fa Roberto Mancini ha ritenuto di dovere dire le sua sull'opportunità o meno di vestire d'azzurro gli oriundi. Ed ha sentenziato: «Chi non nasce in Italia e ha parenti lontani non dovrebbe essere convocato in Nazionale».
Si riferiva ovviamente ad Eder e Vazquez, scordando, per dirne una, che l'argentino del Palermo ha la mamma italiana. Certo, ognuno può dire la sua, ma non si possono scordare nè sottovalutare le difficoltà che incontra Conte nel trovare giocatori da inserire nella Nazionale, conseguenza della scarsità di giocatori italiani nelle nostre squadre, per la forte presenza di stranieri.
Pensare che lui, il signor Mancini, allena una squadra che ha 24 stranieri nella sua rosa... E poi, in ogni caso, che la selezione è resa più difficile dalla possibiltà che ci sono calciatori italiani che vanno bene in campionato, e non riescono a ripetersi in Nazionale. E lui, il signor Mancini ne è un esempio. Non è mai riuscito a sfondare nè a diventare un punto fermo della squadra azzurra, con presenze discontinue.
Però pontifica, e dice delle cose che non avrebbe mai dette se gli oriundi si fossero chiamati come i suoi Icardi o Shaqiri, oppure esagerando, Messi o Cristiano Ronaldo.
Questo per la serie che a volte è meglio tacere. Anche perchè Eder, per esempio, uno degli oriundi che il tecnico nerazzzurro ha contestato, ha salvato Conte e l'Italia, segnando il gol del pareggio a Sofia, contro la Bulgaria.
In settimana Eder aveva detto, riferendosi alle parole di Mancini: «Mi pare un'idiozia». Poi però, a fine gara, con generosità, ha rilasciato quest'altra intervista, più conciliante: «Mi dispiace ciò che è venuto fuori. Ho rispetto per Mancini e per la sua opinione. A lui non piace che gli oriundi vadano in Nazionale, è una sua opinione, c'è chi la pensa come lui e chi la pensa diversamente. È una polemica inutile. Ci sono rimasto male solamente perché io a Mancini non ho mai detto nulla di ciò che è uscito fuori. Non ho mai detto nulla di tutto questo e lo rispetto».
Parole di un "oriundo" che segna...
Pippo Maniscalco