Mancini: «Sono orgoglioso. Chiamerò Balotelli»

Le dichiarazioni, in conferenza stampa, del nuovo commissario tecnico dell'Italia

Mancini: «Sono orgoglioso. Chiamerò Balotelli»

Il nuovo ciclo azzurro ha ufficialmente inizio. Dopo la clamorosa eliminazione dell'Italia ai Mondiali di Russia per mano della Svezia si è conclusa l'esperienza di Giampiero Ventura alla guida degli azzurri e, dopo una lunga lista di nomi e tante indiscrezioni, si è deciso di affidare la panchina della nostra Nazionale a Roberto Mancini. L'ex allenatore dello Zenit è stato ufficializzato nella giornata di ieri e oggi è stato presentato alla stampa dal commissario straordinario della FIGC, Roberto Fabbricini:

 

LA PRESENTAZIONE

«Abbiamo avuto questo impegno così importante di cercare la guida della Nazionale – ha detto Fabbricini - a cui chiedevamo in primis una voglia smisurata di sedere sulla panchina azzurra, una spinta interiore, una persona di grande competenza tecnica, e questa è la soluzione migliore tra le migliori. E' un impegno che Mancini svolgerà bene: oltre ad essere un grande calciatore è stato seduto su panchine importanti, vincendo trofei ovunque sia andato».

 

DI BIAGIO

«Ha dimostrato grande correttezza e competenza, creando un bellissimo clima. Ora torna all'Under 21 per un Europeo che speriamo ci schiuda di nuovo le porte dei Giochi Olimpici».

 

NAZIONALE FEMMINILE

«Chiedo una chiamata alle armi. Sarei felice se l'8 giugno qui a Firenze ci fosse la presenza e il supporto di stampa e tifosi per la Nazionale Femminile, sulla quale abbiamo fatto un ottimo lavoro, che ritengo sia incontrovertibile».

 

 

Dopo la presentazione da parte di Fabbricini è iniziata la conferenza stampa del nuovo commissario tecnico della Nazionale:

 

 

IL MOMENTO GIUSTO

«Diventare Ct è motivo d'orgoglio e penso sia la massima aspirazione per ogni allenatore. Sono tanti anni che alleno - esordisce Mancini -, questo era il momento giusto, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per fare qualcosa per la Nazionale. Il mio rapporto con la Nazionale è durato tantissimo, ho avuto tre Ct diversi come Bearzot, Vicini e Sacchi. Vorrei riuscire a riportare l'Italia dove merita, sul tetto del mondo e sul tetto d'Europa. Non sarà semplice, c'è da lavorare molto, ma penso che possiamo farcela. Dovremo riavvicinare la Nazionale ai tifosi. È difficile che un Ct metta tutti d’accordo, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, per unire bisogna vincere un trofeo importante».

 

BALOTELLI

«Giocatori in Italia ce ne sono tanti, anche in momenti che pensiamo siano difficili si possono trovare giocatori di qualità. Con Balotelli ci parleremo e probabilmente lo chiameremo, vorremmo rivederlo come agli Europei con Prandelli».

 

IL RADUNO

«È difficile dire come giocheremo, voglio vedere alcuni giocatori che non conosco bene, ma mi adatterò alle loro esigenze e qualità per decidere cosa sarà meglio per la squadra. È importante che i giocatori che arrivano in Nazionale tirino fuori i loro sogni».

 

I GIOVANI

«Dovremo pensare anche a costruire una squadra per i prossimi anni, per cui l'età conterà. Il Ct ha l'obbligo di stare vicino alle Nazionali giovanili, - conclude il tecnico - ma ogni squadra ha il suo allenatore e non disturberò il lavoro dei colleghi, che stanno facendo benissimo».