Intervista a Zamparini: gli allenatori, Berlusconi, Galliani e la Lega

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha concesso una gustosa intervista al Corriere delle Sera, nella quale si è parlato di temi d'attualità, di Berlusconi, di Galliani, di Lega, politica e, immancabilmente, di allenatori. Ed a proposito di allenatori, gli è stato chiesto se avesse  cambiato più fidanzate o allenatori, «Di donne ne ho avute poche, allenatori tantissimi - ha risposto-. Ma sono nel calcio da 35 anni». La giornalista lo incalza,  gli precisa  che secondo Wikipedia  ha cacciati 44 tecnici, e gli chiede se si ritiene offeso dall'etichetta di "mangia-allenatori". «Ma no, mi diverte - dice sorridendo Zamparini-. E poi sono rimasto in buoni rapporti quasi con tutti». Anche con Gattuso che dopo l’esonero l’ha definita «incompetente, ipocrita e cattivo»? “É stata un’esperienza negativa: era un lavoratore ma non basta essere un grande ex giocatore per diventare un bravo tecnico. La gavetta è fondamentale». Ed a proposito di allenatori, racconta un aneddoto relativo alla sua visita a Berlusconi, ad Arcore, in occasione di una possibile trattativa per Dybala. Ricorda Zamparini che il  "Cavaliere" allora già voleva cambiare allenatore, e pensava a Conte, ma lui gli consigliò l'ex allenatore della Samp. «Gli ho detto io di prendere Mihajlovic. É uno con le palle, il migliore in circolazione». In quella occasione Berlusconi per Dybala gli offrì la stessa cifra di Marotta della Juve,  ma cash, senza bonus. «Se fosse stato per me gli avrei risposto sì. Fu Paulo a scegliere la Juventus» Poi l'argomento diventa  Galliani e il patron del Palermo non è molto tenero su di lui, ricordando cosa successe  quando l'aiutò a diventare presidente della Lega: «Era il periodo in cui Berlusconi era diventato Presidente del Consiglio. L’avevo votato pure e gli avevo detto: “Mi raccomando, tu ora rappresenti il calcio italiano, non solo il Milan”. Invece tutti e due si sono fatti gli affaracci loro. Adriano per il bene del Milan ne farebbe di tutti i colori. È l’unico valore che conosce». E a proposito della Lega non si lascia pregare per  mettere nero su bianco affermazioni  alquanto pesanti. «La Lega Calcio è la fotografia in piccolo del Paese: non si pensa a cosa è giusto o sbagliato ma cosa conviene o cosa no. Senza parlare dei criteri di ripartizione dei diritti tv: guai pensare che Juve e Milan possano non guadagnare. La Lega, più che un’associazione, è un’associazione a delinquere». Continua esaminando  la situazione del nostro paese e della Sicilia. Afferma che è molto difficile lavorare in Italia, e che si vergogna della nostra classe politica e delle istituzioni. E poi, riferendosi alla Sicilia: «Se facessi il dittatore, in 5 anni renderei la Sicilia il posto migliore del mondo. Cambierei l’economia, darei soldi ai singoli per produrre ricchezza sviluppando l’agricoltura». (p.m.)