In Serie B si soffre. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile

In Serie B si soffre. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile

Si parta dal fatto: il Palermo ha sofferto maledettamente nel secondo tempo contro il Venezia e ha rischiato di perdere la sua prima partita di campionato. Vi è altresì da dire che non è successo e che non vi sono stati neppure i presupposti perché potesse succedere (0 occasioni pericolose del Venezia) e soprattutto era e sarà inevitabile soffrire in 38 partite di campionato.

La sensazione è che si sia già approdati a facili conclusioni, del tipo "il Palermo è inferiore al Venezia" e "il Palermo ha determinate lacune". La realtà è invece un'altra: la squadra ha giocato un buon primo tempo, ma è calata alla distanza data la struttura e la forza dei centrocampisti del Venezia.

Vi è anche da dire che la narrazione di un Palermo corazzata o carro-armato non è stata costruita da Inzaghi, che ha sempre lanciato messaggi volti a stimolare la concentrazione e lo spirito di sacrificio della squadra. Nulla è già scritto, anzi, l'alta classifica (anzi altissima) dovrà essere conquistata con il lavoro negli allenamenti e il sudore in campo e soprattutto sarà fondamentale adeguarsi alle sofferenze.

Contro il Venezia, il Palermo ha dovuto far fronte a difficoltà di varia natura, tra cui l'assenza di Ranocchia, di cui si è adesso compresa l'importanza nello scacchiere di Inzaghi, e lo scarso stato di forma di alcuni calciatori come Gomes e Augello. Vi era anche da considerare la fatica accumulata poiché si è al secondo turno infrasettimanale di fila, nonché il valore dell'avversario e le diverse ammonizioni del primo tempo.

Contro lo Spezia, sabato alle 17.15 allo stadio 'Picco', il Palermo sarà adesso chiamato a fornire una prestazione gagliarda, contro ogni forma di stanchezza e col solo obiettivo di dimostrare di volere competere ai vertici della classifica per realizzare quel "sogno" di cui spesso parla proprio mister Inzaghi. Gli 'aquilotti' sentono il fiato sul collo, D'Angelo trema ma con Inzaghi non ha mai perso. Fare pronostici è difficilissimo, ma è qui - nelle situazioni di precarietà e dubbio - che le grandi squadre fanno la differenza. Non deciderà neppure questa il campionato e neppure la prossima, ma adesso è il momento di lanciare un segnale e riprendere le energie in vista della sosta.