Ci sono partite che sembrano segnate prima ancora di giocarle. Contro la Juventus, in Italia, è difficile per chiunque, ma ieri sera in un Barbera pieno di tifosi della vecchia signora, tutti hanno ammirato il piccolo Palermo. In molti avevano pronosticato una facile vittoria bianconera ma così non è stato. Della partita e delle prestazioni dei singoli abbiamo già parlato in un altro articolo; vogliamo soffermarci su due aspetti che appaiono lampanti e che sono stati confermati dalla gara di ieri. Il primo è che questa squadra giovane e inesperta ha coraggio e non si fa intimorire dal nome dell'avversario o al cospetto di campioni visti, prima di affrontarli, soltanto in TV. Il secondo è che i ragazzi di De Zerbi giocano a calcio tenendo palla a terra e cercando di non sprecare palloni con rinvii da oratorio o con lanci lunghi improbabili.
Il merito va ascritto certamente a De Zerbi, allenatore con idee chiare e che non ha nella testa gerarchie precostituite. Proprio il fatto che nessuno è mai sicuro della maglia sta rendendo tutti titolari.
I giovanotti rosa si sentono tutti importanti e sentono la fiducia del loro mister, seguendolo come fosse il Messia. A De Zerbi va riconosciuto un altro merito, quello di averci restituito giocatori che sembravano avere finito il loro ciclo in rosanero. Ci riferiamo a Gonzalez, Chocev, ma anche Hiljemark, che ieri è entrato nel finale. Proprio loro, insieme al "ragazzino" Diamanti, saranno, siamo pronti a scommettere, i trascinatori di una banda di sbarbati senza paura, verso il traguardo di una tranquilla salvezza.
Toni D'Anna