Il Ds Lupo a Fp.it: «Non manca nulla alla squadra di Inzaghi. Il mio Palermo? Era forte»
Una lunga intervista all'ex direttore sportivo rosanero, che ricorda con affetto la sua esperienza in Sicilia, e rimane legato ad alcuni calciatori, tra cui i tre polacchi portati da lui
Fabio Lupo non ha mai dimenticato Palermo e, a distanza di anni, resta stupito da un legame che non si è mai interrotto con la città. Il direttore sportivo è reduce da un’esperienza a Cosenza e, come ci racconta, per il suo futuro prossimo “sta uscendo fuori qualcosa”, ma dovrà valutare con grande attenzione.
Nel frattempo, il ds continua a osservare e, tra le tante partite che visiona nel fine settimana, non manca naturalmente il campionato di Serie B. Abbiamo parlato con lui innanzitutto della classifica, che vede al comando il Frosinone. Queste le sue parole:
“Le posizioni di classifica possono mutare molto facilmente in questo campionato. Tra le prime, la grande sorpresa è il Frosinone, che sta però meritando soprattutto per la qualità espressa nel gioco. Le altre tre, Venezia, Monza e Palermo, erano attese: forse il Palermo è leggermente in ritardo, ma sta recuperando.
I ciociari erano partiti con altre aspettative, senza grandi tensioni o pressioni, e si sono trovati lì davanti. Stanno dimostrando di essere una grande squadra, soprattutto sotto il profilo morale e tecnico-tattico”.
COSA MANCA AL PALERMO E IL MERCATO DI GENNAIO
“La cosa che sta mancando, e che mancava anche l’anno scorso, è la capacità di mantenere il risultato. Tante volte è capitato di essere ripresi: è successo due settimane fa a Mantova ed è successo anche ad Avellino. Questo è molto strano.
Sul piano dell’organico c’è poco da dire: è una rosa costruita bene. Il mercato di gennaio è difficile da interpretare, non è facile dare una lettura corretta. Questa squadra ha giocatori tutti di livello, mi piace moltissimo Ranocchia. Un altro calciatore a cui sono molto legato, perché l’ho avuto a Venezia, è Ceccaroni: forte tecnicamente e soprattutto a livello umano”.
IL PALERMO DI LUPO DEL 2017
“Quel Palermo era molto forte. Mi basta raccontarti, per farti capire quanto lo fosse, che quello è stato l’ultimo anno in cui, durante le soste internazionali, la Serie B veniva interessata dalle convocazioni e noi perdevamo ben otto calciatori, costretti ogni volta a rimodellare la squadra.
Avevamo chiesto più volte il rinvio delle partite, ma ce lo hanno impedito. Quella era una squadra di veri uomini. Se ci fosse stato il VAR, quel rigore su Coronado sarebbe stato concesso e oggi parleremmo di un’altra storia.
Ricordo con grande piacere l’arrivo dei tre polacchi: Murawski, Dawidowicz e Szymiński”.
L’AFFETTO DI PALERMO
“Sono comunque stupito, ancora oggi, che nonostante il Palermo abbia avuto direttori sportivi di livello come Foschi e Perinetti e nonostante la breve durata del mio operato, io venga ancora ricordato con affetto in Sicilia. Questo mi fa molto piacere”.