Iervolino, quattro anni di reclusione per il presidente della Salernitana. Il club: "Estranei ai fatti"

Iervolino, quattro anni di reclusione per il presidente della Salernitana. Il club: "Estranei ai fatti"

Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana ed ex patron dell’università Pegaso, è stato condannato dal gup di Napoli, Enrico Campoli, a quattro anni di reclusione per corruzione nell’ambito di un processo abbreviato. La sentenza include anche il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per quattro anni.

La Salernitana ha provato a calmare le acque con un comunicato che ha dichiarato l'estraneità dai fatti del club:

“In relazione alle odierne notizie di cronaca giudiziaria che riguardano il proprietario Danilo Iervolino, l’U.S. Salernitana 1919 precisa che la vicenda non è riferita in alcun modo al club e non influenzerà minimamente la normale prosecuzione delle proprie attività sia sotto il profilo finanziario, sia dal punto di vista manageriale, grazie alle autorevoli e competenti figure di riferimento in ogni ambito”.

Tra gli altri coinvolti dell'inchiesta, Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, è stato condannato a cinque anni di reclusione e interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici. Mario Rosario Miele, collaboratore di Iervolino, ha ricevuto una pena di due anni e otto mesi, mentre Francesco Fimmanò, direttore scientifico dell’università Pegaso, è stato assolto.

L’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Napoli e ha riguardato la corruzione di alti dirigenti del Ministero del Lavoro per ottenere un parere favorevole precedentemente negato. L'inchiesta ha evidenziato un sistema di favori in cui due dirigenti ministeriali, Concetta Ferrari e Fabia D’Andrea, avrebbero abusato delle loro posizioni per vantaggi personali, tra cui assunzioni e promozioni per conoscenti. La Procura di Napoli continua a monitorare gli sviluppi del caso e punta a fare luce sull'intero sistema di scambi illeciti.