Iachini, il guerriero è caricato a mille
Ha messo le cose in chiaro sottolineando le battute a vuoto al calciomercato. Ora proverà a dare le solite risposte in campo.
Beppe Iachini è un uomo di poche parole. Il campo è l'unico giudice del suo lavoro. Meticoloso, attento: la cura dei dettagli prima di tutto. E fino ad ora, dal settembre 2013, nessuno può mettere in dubbio la sua capacità di far rendere al massimo una macchina che – dopo la retrocessione – sembrava essersi inceppata. E' vero, si può essere d'accordo sulla difesa a tre piuttosto che su quella a quattro, su Vazquez trequartista o punta. In generale, però, l'operato di Iachini in questa parentesi rosanero va decisamente oltre la sufficienza.
E ora? E' arrivato il momento della svolta. “Bisogna rimboccarsi le maniche”, ha precisato al Giornale di Sicilia. Sì, perché il mercato non gli ha regalato ciò che lui sperava. Sulla carta, tanti obiettivi da raggiungere concordati con la società. Da Ekdal a Viviani, da Defrel a Campbell. Trattative avviate ma mai concluse. “E non spiegatemi perché, non lo voglio sapere...”. Le partenze di Dybala e Belotti, poi, tempisticamente potevano essere colmate con più celerità.
Ma Iachini ama lavorare in campo, anche se far le nozze con i fichi secchi non è facile. E così, via ad una nuova stagione. Patti chiari, perché Gilardino non è ancora in condizione e non è detto che col Carpi giochi titolare. Perché i vari Cassini, Djurdjevic, Trajkovski devono certamente ambientarsi. Sei punti dopo due partite sono un'ottima base di partenza per gettare le basi. Poche parole, tanta pazienza e rimboccarsi le maniche. Come Iachini in questi anni ha dimostrato di saper fare.
Redazione