Coronavirus, sciopero dei benzinai: la situazione
Oltre all'emergenza sanitaria causata dal Coronavirus e la conseguente emergenza a livello economico in tutto il paese sorge anche il problema legato al possibile sciopero dei benzinai. «Non siamo più nelle condizioni di assicurare sicurezza sanitaria e sostenibilità economica del servizio» le parole dei sindacati del settore, con l'Italia che si ritroverebbe senza un bene di prima necessità come la benzina, essenziale soprattutto per il trasporto dei rifornimenti che andrebbe a bloccarsi completamente.
CORONAVIRUS, COSA PREVEDE IL DECRETO LEGGE
Il paese punta anche sui benzinai per tenere in piedi il Paese in un periodo di piena emergenza, ma di questi in centomila come riporta il Corriere della Sera lavorano senza gli strumenti di sicurezza necessari come mascherine e guanti. Da qui l'impossibilità di garantire il servizio annunciata dai sindacati e la decisione, a partire da mercoledì sera, di chiudere le 460 stazioni di servizio autostradali e la previsione di estendere la chiusura anche dei restanti 23 mila impianti.
DECRETO, RESTRIZIONI E PROVVEDIMENTI: PARLA CONTE
Di fronte al presagio di un problema che sarebbe di gravità estrema il Governo invita i sindacati a ritornare indietro dalle proprie posizioni. «Mi auguro che queste minacce vengano ritirate, noi garantiremo i servizi essenziali. Invito tutti a soprassedere» le parole del premier Conte ieri sera in conferenza stampa, con i ministri De Micheli dei Trasporti e Patuanelli dello Sviluppo economico che intanto cercano di far trovare un punto d'incontro fra benzinai e concessionari autostradali per garantire almeno il servizio di self service o un'apertura alternata delle pombe di benzina. Di fronte a queste due possibilità la terza via punta sulla sospensione delle scadenze fiscali, con molti degli impianti di rifornimento che superano la soglia prevista dei due milioni di euro di fatturato, e la chiave per far rientrare la protesta potrebbe essere l'esclusione di accise e iva nel calcolo di quest'ultimo.
SIBILIA: «CI VORRÀ TEMPO, MA IL CALCIO RIPRENDERÀ»
Le parti sono ancora riunite al tavolo delle trattative e si vedono, nonostante tutto, segnali di schiarite all'orizzonte. Intanto i sindacati, sempre secondo il Corriere, chiedono che altri servizi vengano chiusi quali i call center, servizi postali e produzione di pneumatici, nonché di limitare le costruzioni a quelle di vitale importanza come quella dell'ex ponte Morandi a Genova. «Qualche aggiustamento si può fare ma siamo in una fase difficilissima e mi auguro che i sindacati possano convenire sulle scelte del governo» le dichiarazioni di Conte in merito di fronte ad un'emergenza che continua a mettere in ginocchio l'intero paese.
ALTRI ARTICOLI
RAZZA: «IN SICILIA PREVISTI DAI 4500 ai 7000 CONTAGI»
EMERGENZA CORONAVIRUS A TROINA, SARÀ ZONA ROSSA
CORONAVIRUS, IL BOLLETTINO DI MARTEDÌ 24 MARZO IN ITALIA
Redazione .jpg)