Giù le mani dal Palermo

Giù le mani dal Palermo

Che il Palermo stia attraversando un momento poco felice è cosa alquanto palese.

Le dieci vittorie consecutive di inizio stagione appaiono come una stella sbiadita nella penombra di un crepuscolo.

Eppure nonostante il malcontento dilagante sia fisiologico e naturale conseguenza della mestizia palesatasi nelle ultime settimane, ci sono alcuni passaggi che personalmente non riesco a decifrare.

 

Partendo da un postulato imprescindibile secondo cui qualsiasi analisi debba essere coadiuvata da un principio di equilibrio, mi chiedo la ragione di alcune critiche, anzi j'accuse nei confronti di tutto e tutti. 

Facciamo un po' di ordine. 

Senza perderci in meandri filosofici e/o semantici diciamo chiaramente che Rosario Pergolizzi non è mai andato giù alla stragrande parte del popolo rosanero.

Era così quando il Palermo danzava a più 13828494 punti dalla seconda, figuriamoci ora. Pacifico. 

 

Le "accuse" al tecnico rosanero sono fondate e condivisibili. Inutile nascondersi: ha sbagliato, lo ha continuato a fare e così sarà, punto. Per quanto la colpa tecnico-tattica sia accettabile, lo stesso non si può dire per scivoloni comunicativi - appesantiti dalla condotta della recidiva - che per tempistica e gravità meriterebbero la massima pena dell'esonero. 

Ciò detto, in determinate situazioni soprattutto in una piazza passionale qual è quella rosanero l'enfasi può condurre a perdere di vista il fine ultimo, ossia il Palermo

 

Per quanto chi scrive ami per natura la vis polemica, ci si chiede il perché di determinate contestazioni, parse pretestuose nonché ad orologeria.

Senza proferire troppe filastrocche: perché accusare la società di non fare il proprio dovere? Quando è lapalissiano l'operato ineccepibile sia della proprietà che della dirigenza.

Nella fattispecie. 

Il Palermo ha allestito una rosa qualitativamente superiore, per distacco, rispetto alle avversarie di categoria? .

Il Palermo ha sempre ottemperato alle richieste del proprio tecnico anche nell'attuale finestra di mercato? .

Il Palermo ha posto le condizioni ambientali, tecniche, strutturali, economiche coerenti con un progetto di rilancio, RI-LA-NCIO, dalla D alla C?

 

Sicuramente - per onestà intellettuale è opportuno precisare - il presidente Mirri, Di Piazza e il direttore Sagramola avranno commesso qualche peccato di percorso sì, non da compromettere il cammino di rinascita né tanto meno per meritare un attacco, anche di certa stampa, assolutamente lecito ma non condivisibile.

La sofferenza patita l'estate scorsa è ancora presente nel cuore di ogni tifoso, così come l'entusiasmo rinato in questi mesi di calcio e di amore per la bandiera rosanero

Questo pensiero non vuole essere motivo di ulteriore polemica, semplicemente un provare a ricercare quell'equilibrio di cui sopra. 

 

Un amore che a volte eccede e rischia di far dimenticare ciò che di bello è stato costruito in queste settimane.

Il primato in classifica, a volte ci si dimentica, lo stadio da record per una partita di D e la passione ritrovata della gente. 

Il futuro si vedrà, a partire dalla prossima sfida contro il Roccella.

Quello tecnico, secondo chi scrive, è soltanto rimandato: certamente è questo il momento in cui criticare sì, ma senza eccedere con il pericolo di vanificare il tutto. 

State certi che la società, tornando a cose più concrete, c'è e monitora costantemente la sua creatura, così come la proprietà pronta a fare qualsiasi cosa per l'obiettivo prefissato, la promozione in Serie C.

 

Quindi Fra? 

Semplice. Le critiche ben vengano se per finalità pedagogiche, per la crescita, ma sarebbe cosa buona e giusta che siano dirette a chi le merita senza quell'animo distruttivo che mira a scalfire ciò che più conta, il Palermo

Insomma, le critiche a Pergolizzi? Meritate, atto dovuto. Le critiche alla proprietà? Pretestuose.

Giù le mani dal Palermo.

Con buona pace di qualche oscuro nostalgico dell'Ancien Régime


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