GdS - Il Palermo alza il muro, la difesa è già una garanzia

GdS - Il Palermo alza il muro, la difesa è già una garanzia

Un punto debole acclarato e lampante nelle passate stagioni del Palermo è stato senza dubbio la fase difensiva. Interpreti e dinamiche di gioco raramente sono apparsi all'altezza delle ambizioni di partenza della squadra, e per questo una fetta considerevole di lavoro in allestimento e successiva forgiatura del nuovo Palermo di Inzaghi è stato dedicato all'irrobustimento di un reparto dal cui rendimento dipendono largamente le sorti di un club che mira al vertice della cadetteria. L'odierna edizione de Il Giornale di Sicilia, offre un ampio approfondimento su questo cruciale aspetto, prendendo in esame quanto mostrato dai rosa nelle prime due uscite ufficiali, a Cremona e al Barbera contro la Reggiana; l'impostazione a 3, mantenuta dalla seconda parte del campionato precedente, è un marchio di fabbrica del tecnico piacentino, che ha affidato a Mattia Bani, centrale esperto e di livello superiore, le chiavi della difesa, che ha inoltre visto rimpolpati i propri ranghi con l'arrivo di Davide Veroli dal Cagliari e il rientro prezioso di Peda dal prestito a Castellammare.

Il Palermo, stando alle impressioni iniziali, può essere definita una formazione quadrata, solida e compatta, capace di limitare le sortite offensive avversarie con un'organizzazione precisa e puntualità negli interventi. La Reggiana di Dionigi, sebbene sia provvista di uomini capaci di produrre gioco offensivo, è stata contenuta adeguatamente, senza che le fosse permesso di impensierire troppo Bardi, beffato unicamente da una deviazione su un tiro apparentemente innocuo di Tavsan. L'aggressività, il pressing asfissiante e la linea difensiva particolarmente alta hanno permesso ai rosa di stroncare spesso sul nascere i tentativi granata di affacciarsi nella metacampo del Palermo.

Statisticamente, in virtù di questo atteggiamento deciso e insistito, la squadra di Inzaghi ha compiuto 37 recuperi palla, con una media di un fallo ogni 4 recuperi, sintomo di come l'agonismo non abbia fatto sacrificare l'aspetto tecnico, curato con precisione e funzionale all'immediata proiezione verso la porta avversaria; molto scrupoloso il lavoro di rottura nelle vie centrali, che ha impedito alla Reggiana di agire per mezzo di imbucate filtranti e attraverso la verticalità, contrastata ripetutamente con inoltre ben 64 respinte di testa.

Appena 3 tiri nello specchio della porta da parte degli ospiti, a testimonianza di come il Palermo abbia performato in maniera praticamente impeccabile dietro, replicando la già ottima prova messa in campo in casa di una squadra più quotata degli emiliani come la Cremonese. Impercettibile differenze tra il contesto casalingo e quello esterno, e anzi in terra lombarda Bardi è rimasto coi guantoni del tutto intonsi nei 90 minuti regolamentari. Dati incoraggianti, ottenuti con le garanzie Bani e Ceccaroni sempre dal primo minuto e l'alternanza Peda-Diakité a supporto, oltre che grazie a una generale organizzazione collettiva, che costituisce uno dei punti cardine per primeggiare in un campionato competitivo come il torneo cadetto.