Gazzetta del Sud - Catanzaro, difesa inedita alla prova del Palermo
Non è la prima volta che Fabio Caserta è costretto a fare di necessità virtù, ma questa occasione supera le precedenti. Il tecnico deve rinunciare all’esperienza dello squalificato Brighenti e, per di più, non può contare — almeno non per tutta la partita — sull’unico centrale puro a disposizione oltre a Scognamillo e Bonini: Antonini.
Fra i tre che domani comporranno la linea difensiva più vicina al portiere Pigliacelli, è molto probabile che tocchi a Cassandro, terzino adattato a giocare da braccetto. Una scelta rischiosa, ma fino a un certo punto: Caserta ci pensava già dal momento in cui il vicecapitano ha rimediato l’ammonizione che gli è costata la squalifica. O forse anche da prima.
Se Antonini non fosse rientrato solo all’inizio di questa settimana, la soluzione più naturale sarebbe stata inserirlo al centro e spostare Scognamillo sul centrodestra. Il problema è che il brasiliano non gioca una partita dall’ottava giornata (il 2-2 contro il Modena al “Ceravolo”) e non si siede in panchina dalla dodicesima (contro il Frosinone, sempre al “Ceravolo”). Ha dovuto fare i conti prima con un’infiammazione al pube e poi con una lesione muscolare a un adduttore: è tornato in gruppo solo martedì, e Caserta vuole evitare l’azzardo di rilanciarlo subito nella mischia.
Per questo, l’arretramento e adattamento di Cassandro appare la scelta più razionale. Il venticinquenne, preso in prestito dal Como, è un uomo di fascia con una vocazione difensiva. Tuttavia, i compiti di un braccetto in una squadra moderna come il Catanzaro non sono poi così diversi da quelli di un quinto di centrocampo. Sia Brighenti sia Bonini si spingono spesso in avanti per supportare la fase di possesso, quindi un giocatore abituato a “andare” come Cassandro potrebbe non avere problemi, almeno in fase offensiva. Diverso il discorso per la fase di non possesso, dove dovrà gestire spazi più centrali e affrontare avversari ostici come Di Francesco o Di Mariano. In questo senso, saranno fondamentali sia l’aiuto dell’esterno di centrocampo — probabilmente Compagnon — sia i consigli di Scognamillo, sempre più leader della retroguardia.
Schierando Cassandro da braccetto destro e, magari, Ceresoli sull’esterno sinistro di centrocampo, i giallorossi potrebbero anche trasformare la difesa in una linea a quattro. Ciò potrebbe accadere se il mancino dell’Atalanta dovesse ripiegare in maniera più stabile per supportare la retroguardia. Una soluzione già provata in alcuni momenti delle sfide con Mantova e Sampdoria (quando Brighenti è stato impiegato come terzino), dunque non si improvviserebbe nulla.
L’assenza del vicecapitano resta comunque una “gatta da pelare” in una trasferta difficile come quella di Palermo. Tuttavia, Caserta potrebbe scoprire in Cassandro una risorsa preziosa su cui fare affidamento. Il giocatore è pronto, e le Aquile ci proveranno.
Redazione