Fratello Amauri, che gol hai fatto?
Il protagonista di una delle più belle vittorie della storia rosanero racconta passo passo la prodezza del 2-3.
Ho chiamato Amauri per intervistarlo. Gli ho proposto di ricordare quel fantastico gol. Lui s'è messo a parlare e non s'è fermato più. L'ho sentito emozionato, ha raccontato tutto d'un fiato. Ha fatto tutto d'un fiato: esattamente come quel giorno a Firenze. Fu assoluto padrone e dominatore in una delle più belle vittorie della storia rosanero: Fiorentina-Palermo 2-3, 29 ottobre 2006. Era un Palermo magico.
“Erano gli ultimi minuti di una partita molto combattuta, - mi ha raccontato -, eravamo stati recuperati due volte dalla Fiorentina. Corini era sul punto di battuta per un calcio di punizione e vide il mio movimento sull’esterno, a sinistra, servendomi con un lancio lungo. Era il 90' ed ero ad oltre trenta metri dalla porta. Stoppato il pallone mi si presentò davanti Dainelli. Non avevo alcuna intenzione di andare verso il fondo per difendere il pareggio, sentivo di avere ancora le energie per vincere. Puntai il difensore saltandolo con un doppio passo, superando poi anche Reginaldo con un tunnel e liberandomi al tiro. Mirai l’angolino, non lasciando scampo a Frey. Corsi verso la curva dei nostri tifosi, urlando in portoghese. Il significato di alcune parole è meglio non svelarlo. Con forza e convinzione urlai anche "Sono forte, io sono forte". Ricordo poi l’abbraccio dei compagni e le parole di Simplicio che ripeteva senza fermarsi "Fratello che gol hai fatto, fratelloooo". Era impazzito di gioia anche lui. Guidolin saltava in panchina, lui sempre pacato, quasi fosse un bambino al Luna Park. Era stato lui a fine primo tempo, sull'1-1 a dirmi "Dai Ama, se tu ne hai voglia questa partita ce la fai vincere". A fine gara ricevetti anche i complimenti di Mutu. Quel pomeriggio non lo dimenticherò mai. Da quel giorno tutti conobbero il vero Amauri!”.
Nella foto, Amauri punta Dainelli ad oltre 30 metri dalla porta avversaria: comincia la grande cavalcata.
Redazione