Foschi e il made in Italy: finita l'era delle scommesse straniere

Foschi e il made in Italy: finita l'era delle scommesse straniere

Palermo, basta stranieri, largo ai giovani” è il grande titolo proposto dal Corriere dello sport:  La strategia di Foschi tende a non scavalcare i confini italiani. L’epoca dei consulenti stranieri che portavano Zamparini verso scommesse spesso impossibili è finita. “Stop all’esterofilia, il nuovo Palermo avrà dei tratti italiani. Il “plotone” straniero ovviamente non sarà defenestrato. Elementi come Cionek, Andelkovic, Morganella, Hiljeamrk e Jajalo formeranno l’ossatura del Palermo 2.0… Tranne rare eccezioni, le strategie del nuovo staff rosanero sono orientate verso la valorizzazione dei prodotti del nostro territorio. E’ il filo conduttore che si snoda attraverso tutti i reparti: dal portiere (Pegolo, De Sanctis, Agazzi sono tre candidati al ruolo di vice Posavec) al fronte d’attacco (ancora in piedi l’ipotesi Borriello come eventuale sostituito di Gilardino ed è significativa la lista che comprende Ciano del Cesena o Ricci di proprietà della Roma), passando per la difesa (Ceccherini e anche Rossettini del Bologna in caso di addio di Gonzalez) e il centrocampo. Settore in cui è facilmente riconoscibile il metodo di Foschi… Cigarini dell’Atalanta, Gazzi del Torino non hanno bisogno di apprendere la nostra lingua o adattarsi ai ritmi e alle dinamiche del calcio italiano”.