Floriano a ForzaPalermo.it: «Mi ha fatto effetto vedere Brunori salutare il suo popolo. Questo Palermo lotterà fino alla fine per la Serie A»
Oggi è il direttore sportivo della Pro Palazzolo, nel Girone D di Serie D, con cui sta disputando un campionato in crescendo. Abbiamo parlato con lui della sua nuova avventura, del saluto di Brunori alla sua Palermo, delle ambizioni dei rosanero con mister Inzaghi e, infine, anche di un'altra sua importante ex squadra, il Bari, che sta vivendo alcune difficoltà.
L’AVVENTURA ALLA PRO PALAZZOLO
«Sta andando bene, anche se qualche risultato non è stato proprio positivo. Non ci girava nella maniera giusta: siamo a 3 punti dai playoff, siamo in una serie positiva e abbiamo avuto qualche defezione. Siamo un po’ corti, ma nelle difficoltà siamo stati bravi a reagire. Purtroppo il nostro allenatore è andato al Chievo, perché ha ricevuto un’offerta da un anno e mezzo, e abbiamo dovuto esonerarlo. La cosa ci ha un po’ scombussolato all’inizio, ma abbiamo promosso il secondo e adesso ci siamo ripresi. Si tratta di un percorso nuovo, devo fare tanta esperienza. Speriamo di continuare nel 2026 con il percorso giusto».
IL SALUTO DI BRUNORI
«Matteo è stato un giocatore fondamentale per il Palermo, protagonista sia in Serie C sia in queste ultime annate. Fa un certo effetto vedere il saluto al suo popolo ed è chiaro che dispiace, perché nella testa di Brunori, secondo me, c’era un po’ la voglia di terminare la carriera a Palermo. Non so quali siano state le decisioni prese. Bisogna però andare avanti: Matteo, a malincuore, dovrà fare un’altra scelta e dimostrerà altrove il suo valore.
La società ha seguito il percorso dell’allenatore. Non so se fosse una questione tattica o di altro tipo, forse non lo vedeva nello scacchiere là davanti con Pohjanpalo. Quando la società prende un allenatore così deve seguirlo e cercare di valorizzarlo al massimo. Credo che il problema sia nato un po’ lì: penso che Matteo si sia messo a disposizione, ma lui sa di essere un calciatore importante. Non è facile fare la riserva con poco minutaggio in una piazza in cui ti senti a casa; lui vuole giustamente sentirsi parte del progetto».
I GRANDI NUMERI DEL PUBBLICO DI PALERMO
«Io credo che ciò che abbiamo creato noi sia stato diverso. Nei playoff di Serie C si è creato qualcosa di unico, perché si è passati da 3.000 a 33.000 spettatori. Palermo è una piazza importante, dove si possono vivere questi alti e bassi. Il nostro percorso è stato diverso, un momento magico: la città sembrava aver abbracciato la squadra.
Il Palermo adesso sta andando bene, è quarto in classifica ed è normale che una piazza con quei nomi e quella posizione possa avere quei numeri. Mi sembra una cosa molto naturale. Chi ha vissuto Palermo sa che tanta gente va allo stadio perché il tifoso palermitano ci tiene da morire».
LE AMBIZIONI DEI ROSANERO
«Il Palermo ha avuto un piccolo calo, ma adesso è in crescendo. Sappiamo che il palermitano rimane un po’ scottato alle prime difficoltà, ma la squadra è tornata in striscia positiva. Secondo me lotterà fino alla fine per la Serie A».
LE DIFFICOLTÀ DEL BARI
«Il Bari sta vivendo un periodo un po’ scuro, perché c’è una certa infelicità da parte del barese nei confronti della società. Il tifoso non si sente apprezzato e la squadra sta subendo questa negatività. C’è da dire che la squadra, che ho visto in 3-4 partite, non riesce a sbloccarsi ed è davvero bloccata mentalmente: i giocatori non sono sicuri di sé.
Redazione