Con la presentazione del nuovo ds del Palermo Rino Foschi c'è stato il passaggio del testimone con Manuel Gerolin. L'ex direttore sportivo è stato raggiunto dai microfoni di "Tuttomercatoweb" e ha parlato del suo lavoro nel capoluogo siciliano: "Quella di Palermo è stata un'esperienza positiva: lavorare una stagione e mezza con Zamparini comunque è stato formativo. Poi la città ha tutto per far crescere i giocatori, soprattutto i sudamericani è come se fossero a casa: Mondello sembra Rio de Jaineiro e Buenos Aires sembra Palermo - ha dichiarato Gerolin -. Poi la gente è meravigliosa, ti lascia lavorare. E in una stagione come quella dell'anno scorso che fino all'ultima domenica è stata tiratissima le contestazioni sono sempre state sempre educate e serie".
Lo scorso anno è stato difficile agire durante la finestra di mercato: "Non avevamo grandi risorse, ma ho condiviso la linea societaria. Il Presidente ha venduto Dybala e Belotti, abbiamo dovuto rifare l'attacco. E senza grandi risorse, si sa, non è facile. Avremmo voluto prendere Defrel ma c'era tanta concorrenza e quando devi prendere un giocatore di buon livello ci vuole un contratto adeguato. Zamparini doveva recuperare soldi e quindi abbiamo adottato una linea un po' al risparmio con l'obiettivo di ottenere salvezza. Incassando circa quarantotto milioni e spendendone circa 7-8 non era facile come poteva sembrare".
Gerolin ha continuato parlando della ripresa del gruppo: "Nonostante le problematiche l'obiettivo è stato raggiunto, a febbraio eravamo in una posizione interessante: dopo Sassuolo ero anche partito per l'Argentina per visionare alcuni giocatori perché ero tranquillo, poi abbiamo iniziato a perdere, ci sono stati infortuni e abbiamo dovuto soffrire. Ma tutti hanno remato dalla stessa parte: i giocatori che sapevano di dover andare via hanno dato tutto, così come i più giovani che dovevano conoscere il campionato. Tutti insieme così abbiamo mantenuto la categoria, che per Palermo è importante, fondamentale. Il Palermo deve stare in serie A".