Elisir Sousa e i viola volano

Elisir Sousa e i viola volano

Pare proprio un viso prestato per uno spot pubblicitario. Sorriso bianchissimo, lineamenti poco marcati, assenti, per raccontare un passato, per distinguere la scia di una lacrima dal solco di una gioia incontenibile. Paulo Sousa, allenatore della Fiorentina capolista con l'Inter, quel passato lo rivive ogni giorno anche se non lo lascia trasparire, il suo silente carisma sfoggia saggezza e filosofia di gioco capaci di plasmare la Fiorentina in un eterno presente, in un Elisir di bellezza donando nuova linfa nella magia del calcio. E' bastato un portoghese per ridare una seconda vita a Illicic per esempio, a prendere per mano Bernardeschi nel nulla del suo talento, adesso dolcemente espresso, e per portare infine i Della Valle ad un monte alto 27 metri. Undici punti in più rispetto lo scorso anno, 9 vittorie in totale, di cui tre consecutive.
Estenuante pressing per bloccare le ripartenze avvrsarie, le verticalizzazioni di Borja Valero. In attacco Ilicic e Babacar hanno messo a segno quattro reti l’uno, mentre Kalinic si prende il podio a sette. Meccanismi ben oleati quelli toscani, antiflipper diremmo, è vero manca un vero e proprio bomber, ma dalle parti di Firenze questo sta più che bene. Dopo la parabola discendente di Mario Gomez, serviva ricompattare un ambiente, restituire uno spettacolo al torpore di questi anni vissuti senza Prandelli. Effettivamente è successo. Sousa ha ridato una posizione eretta alla Fiorentina, esorcizzando la paura del crollo. Astori dopo Roma è tornato quello dei tempi sardi, Ilicic ha capito che una stagione non dura il tempo delle ultime partite, infine Bernardeschi sembra destinato alla corte delle più importanti piazze europee.