Un palcoscenico contornato di soldi ha ospitato la supercoppa italiana tra Juventus e Lazio. A Shanghai, davanti a migliaia di cinesi impazziti per il calcio nostrano, due squadre ancora indietro nella condizione, non hanno di certo dato spettacolo. Il caldo ha fatto la sua parte: 35 gradi, nonostante poche ore prima, nella città orientale più popolosa del mondo, si fosse abbattuto il tifone "Souledor".
Caldo torrido anche a Palermo. La colonnina nel capoluogo siciliano oscillava quest'oggi, anch'essa, fra i 35 e i 36 gradi.
Molti palermitani, approfittando anche del fine settimana, erano a mare, ma in pochi, juventini e non, si sono persi la gara di oggi pomeriggio.
In tv, non c'era solo una partita di calcio, ma nientepopodimeno che l'esordio "du Picciriddu" con la maglia bianconera. E non potevano perderselo.
Rientro anticipato dalla frescura del mare, dunque.
Perché Dybala è andato sì alla Juve, una squadra poco simpatica per chi non la tifa, ma è rimasto nel cuore di quasi tutti i tifosi palermitani, pertanto il sacrificio ci poteva stare.
Un primo tempo decisamente noioso, con pochi tiri in porta e giocatori poco propensi a correre per via del caldo. E poi, in campo non c'era "u picciriddu". E questo per molti palermitani era motivo di poco interesse.
Nella seconda frazione di gioco Allegri manda in campo l'ex gioiello rosanero.
Il gioco resta spezzettato e lo spettacolo brutto da vedere, ma nel vuoto più assoluto, due lampi: il primo gol bianconero di Mandzukic e, neanche a dirlo, la perla di Dybala, lesto a sfruttare un assist di Pogba e a scagliare un bolide sotto la traversa.
Il gol, il primo in bianconero, la sua corsa verso la curva, i suoi occhi pieni di emozione, il suo sogno che si realizza... Gioia per lui e per chi gli vuole bene. Tanti. Ecco che l'argentino con la maglia a strisce, è riuscito nell'impresa di far saltare dalla sedia un po' tutti, anche chi da sempre tifa contro la Juve.
Nel calcio, per un tifoso, ciò che conta di più sono senza dubbio la maglia e i colori sociali. Ma esso, a volte, non troppo spesso, è anche poesia. E "u picciriddu", a Palermo, ha scritto una bella pagina, fatta di classe e di gol. Una favola che nessuno potrà mai dimenticare. Pertanto nessuno avrà da ridire se, per una volta, abbiamo esultato per un gol della vecchia signora. La colpa o il merito è di un ragazzo che farà molto parlare di se e che ha di certo Palermo nel cuore.