Ditemi qual è la password per Cerci

Ditemi qual è la password per Cerci

C'è un tempo per andare ed uno per tornare. In un'istante può svanire un sogno, un'ambizione di andare oltre se stessi perdendo così un'identità, riscoprendo la contraddizione di una vita creduta migliore fino a quel momento. L'attaccante del Milan, Alessio Cerci, per un ritaglio di storia personale sembra aver perso quella corrispondenza con il calcio e le sue confidenze con il goal, portate avanti, da un'originale sprazzo di follia. A testimoniarlo sono i mesi passati all'Atletico Madrid, in cui ha collezionato 9 presenze ed un solo goal praticamente da scaldapanchina davanti all'impassibile Simeone. Non è andata meglio al Milan in cui ha totalizzato 33 presenze, un goal e i tanti insulti da parte del pubblico rossonero. Si sa, Cerci non rientra tra i piani sbandati di Mihajlovic, ma neanche si può dire che di occasione non ne abbia avute avute per mostrarsi al serbo. Offuscato il ricordo delle stagioni gloriose, quelle granata in particolare (in due anni 73 presenze con 21 goal). Le parole di Giampiero Ventura di qualche mese fa, adesso tuonano disinvolte per Cerci. L'allenatore aveva detto: "Se trovi la password, Cerci può essere un giocatore straordinario". A Torino con Ventura l'attaccante aveva iniziato a strappare le pagine più nere della sua carriera, Ventura come il professor Keating era riuscito a far emergere il talento di Cerci, al contrario di "Hartman" mister Mihajlovic.