Palermo-Spezia, Dionisi: "Brunori? Gioca chi merita, chi spinge e chi mette il noi prima dell'io"
"Brunori? Hai conosciuto un allenatore che non fa giocare i giocatori che in allenamento sono più prestativi degli altri? Non credo che esista un folle del genere e io non lo sono. Gioca chi merita. Gioca chi merita in settimana e chi dimostra in settimana. Questo è sempre stato per me un principio fondamentale per essere credibile in un gruppo al quale chiedo, dal primo giorno, di spingere, al quale chiedo, dal primo giorno, di non pensare all'io, di mettere il noi davanti all'io e quindi tutte le scelte sono in funzione di quello e questo deve portare al risultato".
Parole di Alessio Dionisi, intervenuto questa mattina in conferenza stampa al CFA alla vigilia di Palermo-Spezia, match della quindicesima giornata di Serie B, in programma domani alle 15 allo stadio Renzo Barbera. Una conferenza che, come prevedibile, inizia sotto il segno di Matteo Brunori. O meglio, dello scarso minutaggio concesso al numero 9 rosanero.
"In queste ultime partite le prestazioni sono state migliori, ma non hanno riportato al risultato che meritavamo. Quindi, effettivamente, a livello offensivo siamo stati meno efficaci. Abbiamo creato e questo è un passo avanti, perché all'inizio creavamo meno. Poi non è il passo in avanti che vorrei e neanche che vogliamo, perché sicuramente, e se crei tanto, ti chiami Palermo e hai la forza che ti riconoscono, fermo restando che la carta non conta, ma conta quello che fai e non conta quello che hai fatto, ma conta quello che vuoi fare attraverso quello che fai, quindi lo storico non conta di nessuno: non conta il mio, non conta, non conta quello dei giocatori, non conta quello della squadra, conta quello che facciamo. Quindi sicuramente dobbiamo ripartire da quello che abbiamo fatto e migliorarlo attraverso più efficacia in zona porta.
Però, ripeto, tutto per me passa dall'allenamento, ovvio che poi la risposta è la partita e quello che vedi tu e quello che vedono tutti è la partita e, giustamente, poi ci giudicate per il risultato, per la partita e per il risultato soprattutto, però un allenatore vede i giocatori allenarsi e forse prima della partita con la Sampdoria nessuno avrebbe pensato che Ranocchia avrebbe giocato, diciamo, nella posizione che nelle ultime partite ha ricoperto benissimo Claudio (Gomes, ndr) e nessuno forse l'avrebbe fatto giocare. Eh, però il campo ha detto questo in settimana, ma Claudio meritava di giocare, ma anche Pippo meritava di giocare, quindi poi devo fare delle scelte. Però ti domando, ma se Pippo non avesse fatto bene, qualcuno cosa avrebbe detto? Giustamente l'allenatore fa delle scelte e poi ovvio che sono io responsabile delle scelte, però devo partire sempre da quello che vedo in settimana, e chi merita gioca e chi merita di più gioca, e forse non posso neanche far giocare tutti perché altrimenti Alo (Vasic, ndr) avrebbe già giocato di più di quello che ha giocato, ad esempio, perché è un ragazzo che sta crescendo e che si sta ritagliando minuti".
GOMES-RANOCCHIA
“Come ho detto per la partita precedente, ho tre-quattro dubbi anche per questa e poi spero, insomma, che i dubbi li sciolga, perché li vedo tutti bene e faccio delle scelte a prescindere, perché Claudio meriterebbe di giocare sempre, però ci sta che l'allenatore faccia una scelta. Come, ripeto, ho fatto l'esempio di Vasic e vorrei sottolineare una cosa: non ho preconcetti con nessuno. Dall'inizio ad ora, ci sono tanti giocatori che hanno sbagliato, tanti, non dico tutti, ma tanti, nell'atteggiamento, in allenamento, nel post-partita, sono stati ripresi. Ovviamente, non saprete mai tutto perché è giusto, alcune cose, come si suol dire, i panni sporchi si lavano in casa, e gli atteggiamenti sbagliati siamo soliti sottolinearli, io, i dirigenti, per cercare di migliorare come spirito. E chi ha sbagliato ha giocato, perché poi ha capito di aver sbagliato. Certo che lo sbaglio reiterato dopo non è perdonato, però questo è per sottolineare il fatto che non ho preconcetti, cioè non chiudo la porta in faccia a nessuno, tantomeno a giocatori importanti, perché in questa rosa di giocatori importanti ce ne sono, però non faccio la formazione con le figurine, non faccio la formazione con il curriculum. Faccio la formazione con i fatti di quello che vedo. E su Claudio devo dire che mi ha sorpreso, tra virgolette, perché mi aspettavo questa sua crescita. Sono molto contento di quello che sta facendo. Non escludo che domani possa tornare in campo. Questo non vuol dire che Claudio giocherà e come ho già detto, Claudio e Pippo potrebbero giocare insieme. Spesso in allenamento si stanno già allenando insieme perché delle prove le facciamo a prescindere che poi le vediate in campo oppure no".
ANCORA BRUNORI
"Se ho detto che gioca chi merita, in allenamento c'è chi mi dimostra di voler giocare e io non posso, cioè non posso. So che poi il risultato regna sovrano, però la mia credibilità con il gruppo c'è a prescindere da un risultato. Io, il giorno dopo una sconfitta, vado al campo. Io, dopo una sconfitta, dopo un pareggio, dopo una vittoria, parlo nello spogliatoio e io devo guardare tutti in faccia.
E ho chiesto una cosa al primo giorno, nel ritrovo a Coccaglio: di mettere il noi davanti all'io. Chi non fa questo con me non gioca, chi non spinge con me non gioca. E quindi le scelte sono in funzione di quello. Questo non vuol dire che chi non gioca non spinge, non vuol dire che chi non gioca non mette il noi davanti all'io, ma sicuramente chi gioca lo fa, e chi non gioca meriterebbe. Poi, dopo, faccio delle scelte".
RISULTATO
“Frustrante che non arrivi il risultato dopo buone prestazioni? Mi è già successo in passato, allenando squadre che avevano un livello diverso per la categoria e non è piacevole a un certo punto. D'Angelo lo conosco bene, ci siamo già, tra virgolette, affrontati, ma non siamo stati avversari, gli allenatori non giocano, non sono avversari gli allenatori. Lo stimo come persona e come allenatore. Il suo vice è stato un mio ex compagno di squadra, nelle giovanili della Fiorentina, andavamo pure a scuola insieme, eravamo amici, dico eravamo perché poi non ci siamo più frequentati. Quindi c'è uno storico tra di noi e lo ringrazio per le parole, ma se lui dice questo di noi, io devo dire molto di più su di loro perché, perché noi affrontiamo una squadra che sta sorprendendo perché ha dei valori. Sicuramente ha dei valori, perché è una squadra che fa così bene ha anche dei valori, ha un valore di squadra riconoscibile, ha un'intensità, un'aggressività, vincono i duelli, è una squadra che sulle palle inattive è pericolosa. I numeri si spiegano bene. È l'unica squadra ancora in campionato che non ha perso, che ha vinto più del 50% delle partite che ha giocato, è la squadra che ha preso meno gol di tutti, quindi affrontiamo una squadra da rispettare, ma fino a un certo punto perché è arrivato il momento di battere una grande. Lo Spezia è una di quelle squadre che in questo momento sta performando più di noi, poi ognuno sceglie la propria strada. Io non cambio la nostra, sono soddisfatto del percorso che stiamo facendo di prestazioni. Non vorrei essere frainteso assolutamente, non di risultati. Quindi non deve diventare frustrante il prenderci complimenti per le prestazioni e non ottenere il risultato. Dobbiamo raggiungere il risultato attraverso la prestazione ed è arrivato il momento. L'avevo già detto la scorsa, lo so, abbiamo fatto di tutto, ma non il 100%, perché se facciamo una prestazione del genere e facciamo il 100%, faremo tre punti".
PUNTO DI VISTA MENTALE
“Abbiamo un'aspettativa grande su di noi e sappiamo di aver ottenuto meno e siamo in debito, diciamo, e quindi dire che contro lo Spezia mentalmente può essere più facile… no. Perché affrontiamo una squadra che in questo momento è, per merito, in alto in classifica, dove saremmo voluti essere noi. Dico saremmo perché in questo momento non ci siamo, poi abbiamo le qualità per riavvicinarci, perché l'unica cosa che possiamo fare è guardare quella davanti e cercare di avvicinarci a quella davanti in questo momento. E quindi è una partita difficile perché loro con poco ti fanno gol, su un corner sono pericolosissimi. Hanno fatto 11 gol su palla inattiva, sono tantissimi: quattro su corner, sette su punizione laterale, tre su rigore. Sono una squadra che ha valori, una squadra che è aggressiva, quindi dovremmo essere bravi perché non ti fanno giocare, ti lasciano giocare fino a una certa zona di campo e poi ti costringono a fare quello che vogliono. Dovremmo essere più bravi di quello che magari lo sono state le squadre avversarie che l'hanno affrontata precedentemente. Sicuramente sarà una partita difficile. Poi, per certi aspetti in partite dove abbiamo fatto tanto ci siamo, ci siamo persi poi in un dettaglio nella nostra area di rigore e lì dovremmo essere molto bravi perché, probabilmente, ci saremo di più, rispetto ad altre partite, nella nostra area di rigore, quello sicuramente”.
DUBBI DI FORMAZIONE
“I ballottaggi? Sono davanti, in mezzo e dietro: ma non sono ballottaggi, sono dubbi, non è che sono delle percentuali, ho dei dubbi perché ci sono giocatori che si stanno allenando bene. E poi, ripeto, quello che dico è quello che penso e cerco di essere più onesto intellettualmente possibile, ma sono pronto a cambiare idea domani. Come ho già detto alcuni giocatori, più di alcuni, hanno sbagliato e sbagliare si può. Io non ho sbagliato? Io domenica ho sbagliato (nell'episodio a fine match, rivolgendosi ad un tifoso, ndr) e chiedo scusa, poi... può succedere. Quindi così succede in un gruppo, però, l'allenatore non può soprassedere su alcune cose. Sicuramente davanti ho dei dubbi per tanti motivi, sia perché i ragazzi si allenano bene, sia perché dobbiamo essere più efficaci”.
CONSAPEVOLEZZA
“Noi dobbiamo dare continuità di prestazioni e alzare il livello nella prestazione, perché, delle volte, dopo una prestazione positiva abbiamo fatto una prestazione più incolore e non ce lo possiamo permettere. Poi, partita della svolta? Capisco quello che dice Jacopo e lo apprezzo, però è una partita, è una partita importante. È una partita importante contro una delle squadre più forti in questo momento del campionato, che non prende mai gol, o pochissimi gol, e noi siamo una squadra che fa pochi gol per quello che crea, mentre loro ti fanno gol anche su una palla inattiva. Quindi se può essere la svolta lo si può dire dopo questa e dopo altre partite, quindi è una partita e noi dobbiamo far di più rispetto alla partita precedente giocata in casa perché siamo in debito con i nostri tifosi in casa, nel nostro stadio. Non abbiamo cambiato un trend dove in casa abbiamo vinto una partita. Ed è una partita importante, è una partita però,per le nostre qualità: noi abbiamo le qualità per battere lo Spezia. Loro hanno le qualità, stanno dimostrando, per battere tutte le squadre del campionato, perché avere risorse nelle palle inattive così importanti ti dà un grande vantaggio, ma noi abbiamo le qualità per batterlo e dobbiamo metterle”.
DIFESA ED ERRORI INDIVIDUALI
“Lettura individuale e lettura del momento. Delle volte, spero di spiegarmi bene perché questo è quello che penso, in un momento dove subisci qualcosa, sai che devi creare, devi, vuoi vincere e magari non vuoi sprecare neanche un pallone, ma la cosa più giusta bisogna fare, la cosa più efficace, e qualche volta ci perdiamo in quello, perché poi quello che fai nelle due aree fa tanta differenza. Sicuramente che ci siano stati degli errori individuali, non dico che sia stato positivo, però vuol dire che la squadra ha un buon atteggiamento, che dobbiamo continuare, alimentare, migliorare perché si può migliorare, possiamo essere un po' più aggressivi, possiamo riconquistare più seconde palle, anche se con la Sampdoria l'abbiamo fatto abbastanza bene, ma domani sarà più difficile mettere giù la seconda palla, perché loro ne fanno una qualità e noi dovremmo essere più bravi. E, nelle letture individuali, dovremmo essere più bravi a non concedere, perché poi costano cari. Con una squadra come lo Spezia ti costerebbe carissimo, perché è una squadra che ha preso solo otto gol. È la squadra che ha preso meno gol di tutti. Quindi, sì, l'abbiamo affrontato, ne abbiamo parlato, poi l'allenamento è una cosa e la partita è un'altra e dovremmo essere prestativi nella partita”.
BRUNORI A 3' DALLA FINE
“C'è sempre il recupero e ieri ho guardato le partite di Serie A e di Serie B e cambi all'85', 86' ne fanno anche gli altri. Perché poi può succedere di tutto e, se poi finisci in 10, è un problema. Poi io capisco le domande, le accetto e cerco di rispondere nel miglior modo possibile, per quello che posso, perché poi non posso dire tutto. Non c'è un problema con un giocatore, io sono pronto a ricredermi in qualsiasi momento, a cambiare idea, come ho già fatto. Parlo con chiunque e cerco di migliorare le cose. Poi posso sbagliare anch'io e ne pagherò le conseguenze, come magari la domanda, giustamente, mi fa notare, che posso aver fatto delle scelte sbagliate. Rifarei quello che ho fatto nell'ultima partita e confermo quello che ho detto nel post partita della prestazione. Cos'altro dire? Se in allenamento ci fosse un giocatore che fa 10 gol a partitina, noi facciamo tante partite in allenamento, io lo farei giocare. Probabilmente non è così o, perlomeno, magari è chi gioca che li fa, perché se no sarei un folle a non far giocare i giocatori che in questo momento potrebbero risolvere un problema. Fermo restando che poi, nella squadra bisogna difendere, attaccare, riaggredire, preventive: fare tutto, fare contrasti, seconda palla, perché poi è un attimo. Prima mi si faceva una domanda sul gol preso, perché se non avessimo preso gol… con un gol puoi vincere la partita. E quindi la squadra deve lavorare tutta per non prenderlo, perché se poi dopo lo prendi o ne prendi un altro, fare un gol ti serve a poco. Quindi le valutazioni le faccio a 360 gradi, poi capisco che prendiamo ora la squadra a livello realizzativo, mi aspettavo di più? Sì. Dobbiamo lavorare su questo? Sì. Alcuni interpreti potrebbero darci una mano? Sì. Qualcuno sta performando meno? Sì. E poi faccio un sunto e faccio le scelte e le pago, ovviamente, e vengo qua a rispondere, prima e nel post partita, e mi metto a disposizione. Ci mancherebbe, me ne assumo la responsabilità”.
I NUOVI IN DIFFICOLTÀ
“Sicuramente possono far meglio. Sicuramente il fatto, per un attaccante, di non trovare la porta non ti dà quell'energia positiva quando sei davanti alla porta. Però io dico sempre che spesso il gol è nell'angolino centrale, perché ci impegniamo tanto per calciare all'angolo, ma spesso il gol bisogna prendere quei sette metri e noi, delle volte, ci focalizziamo su 30 centimetri. Non fai gol in 30 centimetri, fai gol in sette metri di porta. Ma la squadra deve aiutare gli attaccanti, perché su palla inattiva si può far gol, come è già successo, perché con la squadra si può riconquistare alti e far gol. Dobbiamo lavorare, perché gli attaccanti lavorano per la squadra, e la tutta la squadra deve lavorare per mettere gli attaccanti nelle condizioni di far gol”.
DUALISMO LUND-CECCARONI
“Lund si allena sempre a mille, è un ragazzo entusiasta, è un ragazzo che si vuol migliorare, si ferma a fine allenamento, meriterebbe di giocare. Diciamo che la scelta non è proprio tra Ceccaroni e Lund, perché occupano due posizioni in campo diverse con la palla. Perché con la palla Pietro rimane nei tre difensori, mentre Cris è un giocatore più di spinta, è un giocatore più da cross. Quindi spero che possa trovare spazio perché lui lo merita, sicuramente lo merita, però devo fare delle scelte e quindi è stato in funzione di tanti giocatori che meriterebbero e lui, Cris, è un giocatore di quelli che meriterebbero di giocare”.
I TIFOSI SI ALLONTANANO
“Mi dispiace tanto, so che è una responsabilità nostra, dei risultati, perché i risultati portano entusiasmo, i risultati li fa la squadra, e io sono il responsabile di quello che fa la squadra in campo, perché sono l'allenatore,. Quindi se si allontanano è un peccato e dipende da noi e mi auguro che presto ritorneranno più numerosi anche di prima allo stadio, sperando già di trovarli tanto positivi domani, perché noi abbiamo bisogno dei tifosi, ma i tifosi, ovviamente, hanno bisogno dei risultati. Non è a Palermo così, ma è da tutte le parti così ed è fantastico quando si vede uno stadio tutto rosa, rosa e nero, però il rosa è dominante, è l'unico stadio al mondo dove il rosa è dominante ed è fantastico. Quindi, all'arrivo allo stadio, vedere i nostri tifosi è bello e vedere riempire lo stadio è fantastico. Quindi la speranza è che tornino più numerosi possibile o che possano essere più numerosi possibile e sappiamo di esserne responsabili”.
LA DIFFICOLTÀ PIÙ GROSSA
“Premesso che di difficoltà sportive stiamo parlando, eh, di riuscire a dare più continuità possibile. Ovvio, le vittorie, cioè credo che sia, tra virgolette, la verità: è una battuta, perché tutte le squadre che non vincono vorrebbero vincere, quindi dico continuità.Vorrei vedere più continuità, continuità di prestazioni che devono portare dei risultati, perché dobbiamo essere intraprendenti, avere un po' quella sfrontatezza che ci permetta di creare un'occasione dopo, magari, averne subita una o di creare un'occasione dopo averne già creata un'altra, senza buttare giù la testa, vedere, come si suol dire, il body language di tutti in maniera positiva per tutta la partita. E su questo ci abbiamo lavorato, stiamo migliorando e domani spero che possa portare a quello che vogliamo tutti”.
LO SPOGLIATOIO
“Non è nervoso lo spogliatoio. Io ho detto “chi ha sbagliato” magari perché un ritardo reiterato, cioè, cose così, non è che stiamo parlando di uno spogliatoio nervoso, quello no, non l'ho detto.
Io ho detto che ci sono ragazzi che hanno sbagliato, più di uno, e chi sbaglia chiede scusa e riparte. Può aver aver calciato un pallone lontano in allenamento, può non essersi allenato bene due giorni, cioè non stiamo parlando di nervosismo. Non c'è nervosismo, anzi, tutt'altro. C'è convinzione, c'è ambizione. Ovvio che poi tutto quello che dico va riportato. Io lo vedo in settimana, stiamo facendo fatica a riportare tutto quello che vedo in settimana nella partita ed è questa la cosa più importante”.
LO STRISCIONE DI CONTESTAZIONE
“Quella contestazione la rispetto, ovviamente. Sono i tifosi, cioè, non sappiamo chi, nel senso, non posso sapere chi, però sono i nostri tifosi, quindi come faccio a non rispettarla? Ma rispetto l'opinione di tutti, quindi, ci mancherebbe. Al tempo stesso, parlano del carattere, ma se avessimo vinto ci sarebbe stato carattere, magari abbiamo lo stesso carattere. Diciamo che la squadra sta facendo meno di quello che era nelle aspettative, di quello che è nelle corde e di quello che vorrebbe anche la squadra. Quindi ci sta che i tifosi siano scontenti e che lo manifestino, poi su quello che hanno scritto... il carattere, cioè… non è un problema di carattere, è un problema di prestazioni, di coraggio, di efficacia. Io sono l'allenatore, posso parlare di queste cose, poi il carattere dei giocatori non lo cambi, non è che vai a comprare il carattere di un giocatore, anche perché poi il carattere di un giocatore in una piazza può essere modificato, può avere una sua reazione e in un'altra può essere diverso. Per quanto riguarda, invece, la società, siamo un blocco unito, come ho detto: ovvio che il City, il CFG è a Manchester, però società, staff tecnico, squadra è un blocco unico, quindi siamo tutti responsabili, tutti remiamo dalla stessa parte e quindi come siamo tutti responsabili in positivo, lo siamo anche in negativo, quindi se le cose non vanno, come ho detto, ci sono i responsabili e lo siamo tutti”.
LE PAROLE DI D'ANGELO SU NIKOLAOU E GLI EX DEL MATCH
“Niko lo conosco abbastanza bene, come altri, perché non è la prima stagione che lo alleno.
È un ragazzo positivo, ma come lo sono tantissimi, come lo sono tutti, per certi aspetti, quindi tutti devono lavorare dentro allo spogliatoio per avere comunque un'identità. D'Angelo ha speso parole positive, l'ho sentito il mister perché ho ascoltato la sua conferenza, ed è una persona per bene, quindi se l'ha detto vuol dire che lo pensa e vuol dire che sarà vero. Quindi io credo a quello che ha detto. Poi non mi piace parlare dei singoli, perché se dico delle cose su Nico, dovrei dirlo per tanti, tantissimi, o tutti gli altri, e quindi non mi va di esprimermi singolarmente più di quello che ho fatto.
Sugli ex, sono due ragazzi che ho conosciuto e che ho apprezzato molto. Sapevano che sarebbero potuti andar via, ma sono venuti con noi prima a Brescia e a Livigno, e si sono allenati benissimo fin quando non sono andati via. Sicuramente ci terranno a far bene com'è normale che sia. Quando vai via da un posto e hai dei bei ricordi ci tieni a far bene, quindi domani saranno degli avversari e sicuramente i loro compagni li saluteranno con affetto, però poi avranno la maglia dello Spezia e quindi saranno nostri avversari”.
SULL'EPISODIO ALLA FINE DI PALERMO-SAMPDORIA CON IL TIFOSO
"Non vorrei strumentalizzarla, sono cose che possono succedere e non dovrebbero succedere. Se ne sentono tante, quindi poi magari ti viene da... La dico sorridendo, ma ho sbagliato, perché vuoi o non vuoi sono per certi aspetti un personaggio pubblico, ho il microfono davanti e quindi devo parlare, la gente mi guarda e quindi non è stato un buon esempio, a prescidere da come sia andata e non voglio entrare nel merito. E quindi chiedo scusa".
Redazione