Diamanti innamorato di Palermo: «Vorrei restare qui»
Le parole del trequartista rosa al Corriere dello Sport.
Non si può dire che Alessandro Diamanti abbia avuto la stessa fortuna dell'amico ex compagno di squadra Alberto Gilardino quando è arrivato dalla Cina. Una stagione vissuta tra campo e molta panchina.
Diamanti si è sfogato in una lunga intervista rilasciata al "Corriere dello Sport": «Alcuni miei colleghi mi avevano messo in guardia, Gilardino mi ha raccontato le cose belle e quelle meno belle. Al mio arrivo ho avuto una bellissima accoglienza, gente genuina. Mi sono trovato a meraviglia».
Il centrocampista, però, ci tiene a precisare: «Non sono arrivato come il salvatore della patria e non sono un fenomeno. Messo nelle condizioni giuste posso dare il mio contributo ed essere un valore aggiunto».
Il rapporto dai due volti con Zamparini: «Ha fatto tutto lui. Abbiamo trovato l'accordo in poco tempo, ci siamo trovati subito. Dopo abbiamo avuto poche occasioni per parlare. Nelle sue ultime dichiarazioni non mi ha fatto certamente un complimento, ma io resto al mio posto».
Lo sfogo e la stoccata a Perinetti: «Non auguro a nessun collega di qualsiasi categoria di essere trattato come hanno fatto con me. Sono riusciti a togliermi la passione e a delegittimarmi cosa che in vent'anni di carriera non mi era mai successo. L'unica certezza è che non mi strapperanno mai la professionalità". In riferimento a Perinetti: «Le persone che parlano senza conoscere i fatti mi fanno tenerezza».
Il futuro potrebbe essere, però, ancora nel Palermo: «Ho una ferita aperta e un contratto che vorrei rispettare anche in Serie B. Vorrei regalare una gioia a questa piazza perchè se la merita e gliela devo. Ho parlato con Baccaglini, ha tante belle idee. Mi ha fatto una buona impressione».
Nel caso di una sua permanenza anche nella prossima stagione, Diamanti chiede solo una cosa: «Di essere trattato con educazione, non voglio essere un leader. Se è il caso accetterei anche la panchina, ma voglio essere considerato dall'allenatore. Non ho mai saltato un allenamento o mancato di rispetto».
Parole di elogio per la città: «Io e mia moglie ne siamo innamorati. I miei figli hanno tanti amici qui". Un messaggio ai tifosi: "Capisco il loro stato d'animo. I calciatori e la società cambiano, ma i colori restano. Le vere bandiere sono loro non i quattrini».
Infine una disamina sugli allenatori avuti a Palermo in questa stagione: «Con Ballardini abbiamo parlato solo due volte: quando sono arrivato e quando mi ha comunicato che andava via. De Zerbi è uno con le palle, l'unico che mi ha fatto sentire parte del progetto». La squadra? «Non siamo mai stati un gruppo, nei momenti di difficoltà ci siamo sciolti. Siamo stati sempre un gruppo di ragazzi e non una squadra. So che è stato così anche l'anno scorso».
Redazione