Contro il Novara nessuna nota lieta. Sveglia Palermo!
Una gara da dimenticare, ma che deve ridestare il gruppo
Una sberla può avere due effetti: farti stramazzare a terra o farti reagire.
La sconfitta contro il Novara può essere vista da molti punti di vista. Il primo è che in campo ci sono pure gli avversari e il Novara di Corini visto al Barbera è stata squadra cinica e spietata.
Il Genio si è rivelato degno del suo soprannome, impostando la gara sulle ripartenze e bloccando Coronado, una delle poche fonti del gioco rosanero.
Dopo i primi venti minuti, giocati con buon agonismo, Tedino e i suoi hanno perso la bussola.
Il Novara ha preso coraggio e ha cominciato ad affacciarsi pericolosamente dalle parti di Pomini, preannunciando una giornata più nera che rosa per i padroni di casa.
Nella ripresa il patatrac, con due folate offensive degli avversari al fulmicotone, che hanno disintegrato mentalmente Nestorovski e compagni.
Ed è proprio il crollo mentale dei rosa nero che preoccupa. Ci si aspettava una reazione, non si è vista.
Dopo i due gol di Moscati, Tedino ha buttato nella mischia tutto il suo parco attaccanti, ma l'unico pericolo lo ha creato Nestorovski nel finale, che non ha saputo concretizzare davanti al portiere dei piemontesi una facile occasione.
NOVARA, PARTITA PERFETTA. LEZIONE AL BARBERA
La sberla ha fatto rumore, ma martedì si torna in campo a Carpi ed è lì che bisognerà capire se ha fatto pure male.
Nestorovski a fine partita ha dichiarato che non c'è stato "gruppo", lasciando intendere che lui e compagni hanno sottovalutato l'avversario.
Presunzione dunque, la nemica di qualsiasi competizione e spesso sintomo di mancanza di mentalità e di personalità.
È la prima sconfitta della stagione, ma questo Palermo non può sentirsi forte perché non ha ancora dimostrato nulla. Lo dice il suo gioco, finora molto collaudato in difesa ma assolutamente evanescente in attacco, lo dice la casella delle vittorie finora ottenute (3 in dieci partite), lo dice la classifica, che sulla carta fa del Palermo l'ottava forza del campionato, ma che è tremendamente corta.
Basta poco per trovarsi in paradiso, ma ancora meno per ritrovarsi all'inferno.
Anche le scelte di Tedino non hanno convinto. Rinunciare ai tre polacchi, fin qui rivelazioni del campionato del Palermo, è sembrata un'assurdità.
E non può essere un'attenuante il turn over per via di tre incontri ravvicinati, perché significherebbe che anche l'ex Pordenone ha peccato di presunzione, sottovalutando anch'egli il Novara di Corini.
IL PALERMO RINUNCIATARIO PERDE GIGIONEGGIANDO IN CAMPO
Qualche sospetto ha destato la visita di Zamparini a Palermo, che è coincisa con il ritorno di Jajalo e Chochev tra i titolari.
Un tifoso su facebook scrive: «Non facciamo che Zamparini ha spalmato pure i polacchi?»
Al di là delle facili battute, l'applicazione e la concentrazione dei tre giocatori, acquistati dal ds Lupo questa estate, sono mancate tantissimo contro il Novara e sono proprio i tifosi, anche coloro che qualche mese fa imprecavano per gli ennesimi acquisti venuti dall'est, a riconoscerlo, con innumerevoli commenti sui social.
Vorremmo trovare note liete parlando della gara persa, ma obiettivamente non ce ne sono.
Possiamo solo sperare che questa sberla abbia svegliato, e non tramortito, il gruppo che, a nostro avviso, ha le potenzialità per raggiungere l'obiettivo che la società ha prefissato ad inizio stagione, magari con 2-3 acquisti a gennaio che potrebbero garantire un maggior peso in avanti e un po' di fosforo in più a centrocampo.
Michele Sardo
Redazione