Claudio Gomes lo sa fare

Claudio Gomes lo sa fare

È forse venuto il momento che anche un giocatore divisivo come Claudio Gomes possa mettere tutti d'accordo. Un centrocampista giovane che ha diviso involontariamente. Perché è stato chiaro sin dai primi palloni toccati che il francese ha qualità particolari, che tra l'altro bene si sposano con alcune delle idee del tecnico Corini: Gomes è un incontrista moderno. Tanta corsa, ottima capacità di filtro, buona visione non confortata da straordinari mezzi tecnici.

La scorsa stagione è stato protagonista di un cortocircuito obbligato: la condizione del regista di ruolo, Leo Stulac, ha costretto Gomes a spostarsi di qualche metro rispetto al suo naturale posizionamento in campo. Ha giocato numerose partite da vertice basso del centrocampo scelto da Corini, non esattamente da playmaker, ma per forza di cose da gestore del pallone in una zona nevralgica e nelle fasi di uscita del pallone. Su un fatto, però, oggi Gomes ha messo d'accordo tutti: ha imparato, e in fretta, dai molti errori che ha commesso.

Oggi appare un giocatore più maturo, consapevole dei propri mezzi e delle proprie peculiarità. Che sia schierato da mezzala di contenimento o da centrale basso, arriva evidente la percezione di un calciatore che sa gestire tempo e pallone. Spesso guadagna metri nelle corsie centrali e scarica il possesso con grande lucidità. E resta fermo sulle sue capacità di fabbrica: mordere le caviglie agli avversari.

Qualche sbavatura resta, errori non forzati su cui il ragazzo deve lavorare per diventare punto fermo di una squadra che ha quell’ambizione. Ma è certamente un uomo in più nel folto e variegato centrocampo a disposizione di Eugenio Corini, che nelle prime otto giornate lo ha impiegato quattro volte da titolare. L'impressione, insomma, suggerisce che Gomes sia pedina fondamentale: non più un titolare inamovibile, ma un prezioso elemento delle rotazioni nel reparto.